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Traumi estivi in spiaggia o in montagna

agosto 5, 2016 3:34 pm

Anche in estate è possibile infortunarsi su scogli, sentieri o scivolando sui bordi della piscina. Poche regole di sicurezza aiutano a trascorrere una vacanza più serena.

Qualche volta, purtroppo, vacanza è anche sinonimo di infortunio. Non è vero infatti che solo gli sport invernali sono pericolosi: secondo la SIOT – Società Italiana di Ortopedia e di Traumatologia, durante l’estate del 2015 si sono verificati circa 320.000 incidenti e gli specialisti hanno affrontato turni doppi per gestire ricoveri e richieste di intervento. Gli incidenti si sono verificati in spiaggia, in piscina, durante escursioni su sentieri e perfino nei laghi, nei fiumi e nei villaggi vacanze. Degli eventi traumatici, il 30% circa riguardava distorsioni, il 15% di forti contusioni, il 10% di fratture e il 20% tra lussazioni e traumi cranici: un aumento del 15% rispetto allo scorso anno.

La mappa delle zone più a rischio
Le zone che possono più facilmente subire infortuni sono mani, piedi, ginocchio e spalla, soggette a fratture e distorsioni. Si tratta di incidenti anche banali, che potrebbero essere evitati con un po’ di attenzione e che obbligano a rimanere immobili per un certo periodo di tempo, rovinando anche buona parte della vacanza, se non l’intero periodo. Circa il 20% dei traumi è a carico del ginocchio, il 35% ad essere traumatizzata è la spalla, il 25% la schiena e il 20% mani e gomiti. Spesso le responsabili sono le partite di calcio o di pallavolo improvvisate in spiaggia con gli amici che causano scontri fisici anche importanti, con conseguenze spiacevoli. Sono anche pericolosi i tuffi da trampolini e scogli, il surf, il rafting, le moto d’acqua, lo sci d’acqua e il tennis.

Incidenti a tutte le età
Gli incidenti legati allo sport, soprattutto a quelli estivi, possono riguardare persone di tutte le età, dall’infanzia alla terza età. Nel caso degli adulti, si verificano perché i mesi caldi sono spesso l’unica occasione per praticare del movimento. Quindi si arriva al momento dell’attività fisica dopo mesi di sedentarietà, con i muscoli freddi e poco allenati, senza un’adeguata preparazione fisica. Molte donne, dal canto loro, subiscono infortuni a piedi e caviglie perché decidono di rimettersi in forma con l’attività fisica poche settimane prima della prova costume e questo espone a rischio se non si è abbastanza allenati. Per evitare di farsi male, si dovrebbe cercare di muoversi almeno un po’ durante tutto il resto dell’anno, con un po’ di corse lente o bicicletta, eventualmente intensificando l’attività verso l’estate, ma sempre dietro i consigli di un trainer. Per gli sport tipo arrampicata o trekking o anche pattinaggio su ruote è indispensabile avere a disposizione una buona attrezzatura, calzature ed indumenti idonei e prestare attenzione a che l’attrezzatura utilizzata durante gli allenamenti sia congrua al tipo di esercizio e alla capacità di ciascuno.

Attenzione ai bambini
Un discorso in particolare va riservato ai bambini, non sono di certo meno a rischio degli adulti, anzi: è vero che spesso si dice che i piccoli sono di gomma, ma questa non è una buona scusa per permettere loro di evitare l’uso del casco in bicicletta, di protezione ai gomiti e ginocchia sui roller e così via. Le protezioni giuste sono anche gli strumenti che permettono ai bambini di sfogare, giustamente, le loro energia e desiderio di libertà, spesso repressi nei mesi invernali. Quindi è importante abituarli fin da primi anni di vita ad allacciare bene il casco e a indossare le protezioni, in modo che questa sana abitudine cresca assieme a loro. Infine, ai piccoli vanno anche insegnate le regole di comportamento, per esempio in piscina: correre sui bordi bagnati non solo può disturbare le altre persone, ma espone a cadute con il rischio di battere il capo sul cemento, con il risultato di un trauma cranico serio.

Sahalima Giovannini

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