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Il piede torto del neonato

aprile 8, 2016 3:36 pm

Il piede torto congenito può essere dovuto al semplice mal posizionamento oppure a un vero problema ortopedico dovuto allo sviluppo del feto nell’utero materno.

Quando un bambino viene al mondo, ha normalmente la tendenza ad avere le gambine un po’ arcuate e i piedi rivolti all’interno: è normale, perché nelle ultime settimane di vita intrauterina ha dovuto adattarsi al poco spazio a disposizione, assumendo quindi una posizione accovacciata e ripiegata su se stesso. Anche dopo i primi giorni, quando il bimbo ha la possibilità di allungarsi e di stendersi, un piedino o entrambi possono restare leggermente rivolti all’interno. Qualche volta è la conseguenza della posizione, in altri casi può essere un problema più serio, dovuto a un difetto nello sviluppo osteo-muscolare, che può comunque essere trattato senza problemi.

Quando è una semplice mal posizione
Nella maggior parte dei casi, il piedino si presenta rivolto verso l’interno proprio per la posizione sbagliata assunta a lungo all’interno dell’utero materno. In questi casi, per correggere il difetto è sufficiente un po’ di esercizio fisico effettuato nella vita di tutti i giorni. La mamma e il papà possono, per esempio, mentre coccolano il bimbo e giocano con lui, afferrare delicatamente il piedino e piegarlo con dolcezza verso l’esterno, per favorire l’allungamento dei muscoli della parte interna della caviglia. Oppure, si può appoggiare la pianta del piede del bambino sul palmo della propria mano aperta, facendogli compiere un delicato movimento tipo bicicletta. Si può anche sollevare il piccolo tenendolo per le ascelle, naturalmente quando è un po’ più grandicello: lui tenderà ad appoggiare i piedini sul pavimento e ad assumere la corretta posizione che avrà quando, nel giro di qualche mese, proverà a muovere i primi passi.

Se si tratta di una malformazione
La malformazione ortopedica vera e propria è più seria, non è dovuta solo alla posizione nell’utero ma a uno sviluppo anomalo di muscoli e legamenti del piede. Questa condizione di piede torto è visibile già all’ecografia che è effettuata attorno alla 20a settimana di gestazione, la cosiddetta morfologica. Una volta nato il bambino, il neonatologo è in grado di formulare una prima diagnosi, anche se è opportuna una visita dall’ortopedico pediatrico per la valutazione definitiva rispetto alla gravità del difetto. In questo caso, la riabilitazione manuale effettuata dai genitori non è sufficiente. Può essere utile intraprendere un percorso fisioterapico con esercizi mirati, per favorire il corretto posizionamento del piede, ma più spesso è necessario ricorrere a specifici tutori, vanno applicati al piedino e sostituiti a mano a mano che il piccolo cresce. I tutori favoriscono il corretto posizionamento delle strutture ossee, muscolari e legamentose della caviglia. Si tratta di una tecnica recente e meno invasiva, e bene che sia applicata prima possibile. Solo nei casi più seri, che non riescono a essere risolti nemmeno in questo modo, si ricorre all’intervento chirurgico, consiste nell’effettuare un’incisione e nel recidere i legamenti corti, in modo che il piede possa riassumere la posizione corretta. È importante che sia svolta anche la fisioterapia per aiutare il bambino a sviluppare i movimenti giusti per mettere il piede correttamente.

Melissa Gullotta

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