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Scarpe ortopediche o correttive solo se realmente necessarie

dicembre 1, 2015 9:31 am

Di fronte a disfunzione dei piedi, per esempio nel piede piatto, è preferibile favorire la naturale ergonomia della camminata. Le scarpe correttive sono solo per casi specifici.

Un tempo, era del tutto normale vedere un bambino anche molto piccolo, di due o tre anni, indossare scarpine rigide, le cosiddette scarpe ortopediche. Un tempo, infatti, la convinzione generalizzata era di bloccare e costringere il piede ad assumere una posizione corretta o abituarlo al giusto modo di camminare. Oggi gli esperti sono di diverso avviso: i piedi dei bambini vanno lasciati liberi di sviluppare la loro funzionalità fisiologica. Solo in casi specifici occorrono prima di tutto ginnastica e, se necessario, tutori specifici, ma solo per tempi limitati.

Come si affrontano i difetti del piede
I difetti del piede non sono rari tra i bambini. È frequente per esempio il piede piatto, in cui la pianta poggia in modo uniforme sulla superficie del terreno: fisiologico nel neonato e nel bambino piccolissimo, tende ad evolvere e a scomparire a mano a mano che il piede affina la sua naturale fisiologia che si sviluppa con il camminare. Per questo è essenziale assecondare la tendenza al movimento spontaneo del bambino: gli stimoli propriocettivi che arrivano al piede attraverso la camminata favoriscono il corretto sviluppo delle strutture del piede. Il piede cavo, invece, consiste nel fatto che il piede poggia solo sulla parte anteriore e posteriore, mai sul lato esterno. Questo con il tempo provoca dolori alla pianta e ai legamenti. Ma nemmeno in questo caso è necessaria la scarpa correttiva: piuttosto, l’ortopedico pediatrico dopo la visita suggerirà un plantare che aiuta il peso del corpo a distribuirsi meglio sulla pianta, usando il lato esterno. Con la crescita, il difetto potrebbe anche alleviarsi o risolversi. Nel caso del piede torto congenito, semplici esercizi di ginnastica e la camminata stessa aiutano il piedino a tornare in asse. Il tutore ed eventualmente l’intervento chirurgico sono riservati solo nei casi più seri.

Il beneficio dello stare a piedi nudi
Niente più costrizioni dentro scarpe rigide e dolorose: la salute del piede e la fisiologia della camminata trae beneficio dal suo opposto, ossia la libertà. Il piccolo va lasciato il più possibile a piedi nudi in estate, mentre in inverno potrà indossare un paio di calde e comode calze antiscivolo, dotate di gomma o di silicone per essere ben sicuri sul pavimento. Il piede del bambino deve sperimentare il maggior numero di superfici diverse tra di loro: legno e tappeto, marmo e cotto al chiuso; erba e sabbia all’aperto. Quando, invece, inizia a camminare su strada, è bene scegliere calzature adatte, di qualità, in base alle esigenze dell’età. Il piccolo di un anno e mezzo-due, che cammina ma è ancora insicuro, ha bisogno di scarpine rafforzate ai lati e con una buona protezione sulla punta, data la tendenza a inciampare. Più avanti servono scarpe che reggano la grande dinamicità di un bambino che ormai è in grado di correre. Nei negozi specializzati è possibile trovare tutto quello che si desidera.

Sahalima Giovannini

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