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Piedino storto nel neonato, come si interviene

settembre 23, 2015 9:27 am

Si parla di metatarso varo quando il piede del neonato è piegato verso l’interno. Il disturbo può essere congenito oppure addotto e le cure variano a seconda del tipo di problema.

Durante i primi controlli ortopedici che vengono effettuati dopo la nascita, può capitare che il pediatra si accorga che il piede del bebè è girato verso l’interno: si parla, in questi casi, di metatarso varo e le cure per riportarlo nella corretta posizione variano a seconda della serietà e dell’origine del problema.

Due tipi di metatarso varo
Quando un neonato presenta ha un piedino storto, il piede presenta caratteristiche ortopediche ben precise: il profilo interno del piede è concavo, quello esterno è convesso. L’alluce si presenta spesso ben separato dal dito che lo segue. Questa anomalia riguarda spesso entrambi i piedi. Le cause della comparsa del metatarso varo non sono ben chiare, ma gli esperti in ortopedia pediatrica tendono a riconoscere due cause: cause congenite e cause legate a mal posizionamento nell’utero. Il metatarso varo congenito è più raro e si presenta circa in un caso su mille nuovi nati. È legato a cause di tipo ereditario, ossia il difetto viene trasmesso al bambino da parenti stretti che ne soffrivano a propria volta. Il metatarso varo acquisito, invece, è solitamente legato a posizioni scorrette assunte dal feto nell’utero materno, a causa dello spazio ridotto. I due problemi presentano caratteristiche distinte. Nel metatarso addotto la caviglia è flessibile e si muove liberamente, mentre nel tipo congenito tutto il piede è più rigido.

Come curare il piedino storto
Nei casi meno seri il metatarso varo, se è di tipo addotto, si risolve spontaneamente: è sufficiente che il bambino abbia a disposizione più spazio, al di fuori dell’utero della mamma. Può anche essere utile effettuare un delicato massaggio al piede del neonato, poggiando il palmo della mano sotto la pianta del piedino e spingendo leggermente per far acquisire alla struttura ossea la posizione corretta. In altri casi, quando la situazione è più seria come nel caso del metatarso congenito, può essere necessario un approccio più deciso. È possibile ricorrere, dietro consiglio del pediatra, a tecniche di stimolazione neurosensoriale oppure a una manipolazione dolce più mirata, che si può eseguire nei reparti di ortopedia pediatrica o anche a casa propria, dopo aver appreso come effettuare le corrette manipolazioni. Se nemmeno questi sistemi si rivelano efficaci, è necessario ricorrere al posizionamento di particolari tutori che aiutino la caviglia ad assumere la posizione corretta. Dal quarto mese in poi solitamente si utilizza un tutore in gesso, mentre dopo i quattro mesi si ricorre ad apparecchi ortopedici su misura, che garantiscano confort e che al tempo stesso favoriscano la corretta postura. Questi vanno rimossi durante la giornata, per esempio al momento del bagnetto e del cambio e si devono eseguire manovre di manipolazione. Verso l’anno di età, quando il bambino inizia a camminare, sono consigliabile particolari calzature ortopediche che rafforzano ancora di più la postura corretta. Solo se nemmeno in questo modo si ottengono risultati si deve intervenire chirurgicamente.

Prof. Gabriele Poli
Specialista in Ortopedia a Bologna

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