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Curare le ferite

giugno 30, 2000 12:00 pm

Abrasioni, escoriazioni, lacerazioni: l’omeopatia offre per le sofferenze della cute cure e trattamenti diversi Le ferite sono una soluzione di continuo della cute, con o senza fuoriuscita di sangue. Distinguiamo diversi tipi di ferite: abrasione (perdita di lembi epidermici senza perdita di sangue), escoriazione (perdita di lembi epidermici con fuoriuscita di sangue), ferita da punta…

Abrasioni, escoriazioni, lacerazioni: l’omeopatia offre per le sofferenze della cute cure e trattamenti diversi

Le ferite sono una soluzione di continuo della cute, con o senza fuoriuscita di sangue. Distinguiamo diversi tipi di ferite: abrasione (perdita di lembi epidermici senza perdita di sangue), escoriazione (perdita di lembi epidermici con fuoriuscita di sangue), ferita da punta (provocata da oggetti appuntiti), ferita da taglio ( provocata da oggetti taglienti, con bordi regolari), ferita lacera (con bordi irregolari, talora scollati) e lacero-contusa (soluzione di continuo della cute, a bordi irregolari, con sottostante contusione). Il medico esperto in omeopatia sceglie a seconda della lesione cutanea uno dei seguenti medicinali omeopatici.

Arnica montana (Arnica, pianta della famiglia delle Composite): ferite lacere o lacero-contuse da trauma violento. Dolore locale di tipo contusivo, aggravato dal minimo contatto, ed emorragia di sangue chiaro. Presenza di edema ed ecchimosi. Si consiglia l’assunzione di Arnica alla diluizione 9 CH, tre granuli ripetuti ogni quindici minuti, diradando l’assunzione con il miglioramento della sintomatologia dolorosa e della emorragia.

Ledum palustre (Rosmarino delle paludi, arbusto della famiglia delle Ericacee): ferite da punta con molto dolore locale, non irradiato migliorato da applicazioni fredde e scarso o nullo sanguinamento. La parte colpita risulta fredda, edematosa, bluastra. Si consiglia l’assunzione di Ledum palustre alla diluizione 9 CH, tre granuli ogni due ore fino a risoluzione della sintomatologia dolorosa.

Staphisagria (Delfinium stafisagria o “Erba dei pidocchi”, pianta della famiglia delle Ranuncolacee): indicata nelle ferite da taglio a bordi netti, ad esempio nelle ferite chirurgiche o in quelle da coltelli. Dolore locale nella sede della ferita. Si consiglia l’assunzione di Staphisagria alla diluizione 9 CH, tre granuli tre volte al dì fino a guarigione della ferita.

Millefolium (Achillea millefolium o “Sangue del naso”, pianta della famiglia delle Sinanteree): emorragie traumatiche o spontanee dal naso, bocca, ecc., di sangue rosso vivo, fluido, senza dolore, aggravate dal contatto. Si consiglia l’assunzione di Millefolium alla diluizione 9 CH, tre granuli ogni quindici minuti fino all’arresto della emorragia.

 

Dott. Alessandro Targhetta
Medico Chirurgo esperto in Omeopatia

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