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Sono in aumento i pediatri che prescrivono ai pazienti i rimedi complementari

maggio 21, 2012 11:23 am

Dall’ultimo congresso della SIP – Società Italiana di Pediatria, è emerso che un pediatra su quattro utilizza la medicina complementare. Sono i genitori stessi a chiedere cure alternative come la fitoterapia e l’omeopatia.

Fitoterapia, omeopatia e perfino agopuntura: sono le pratiche terapeutiche sempre più usate anche dai bambini. Le tanto “discusse” medicine alternative in Europa sono utilizzate da milioni di persone, tutte soddisfatte dalla loro efficacia e dalla mancanza di effetti collaterali. Oggi, la medicina dolce conta anche tanti bambini tra i possibili destinatari: un pediatra su quattro, infatti, prescrive ai piccoli pazienti un trattamento di medicina complementare per curare vari disturbi, dal raffreddore, all’allergia, dall’otite al mal d’auto.

Farmaci alternativi e farmaci tradizionali
Sono i dati emersi dal 68° congresso della SIP, Società italiana di Pediatria, appena conclusosi a Roma. Gli esperti intervenuti hanno voluto approfondire proprio il tema dell’impiego delle medicine complementari in età pediatrica, istituendo un gruppo di studio per valutare la diffusione di questi trattamenti tra i pediatri di famiglia, monitorare l’insorgenza di eventuali reazioni avverse, fornire a medici e genitori indicazioni corrette riguardo al loro impiego. Il Gruppo di studio, prima di tutto, ha inviato un questionario tra i pediatri iscritti alla SIP, per conoscere l’atteggiamento dei colleghi nei riguardi delle medicine complementari. Hanno risposto ben 1.233 pediatri, dichiarando di prescrivere normalmente anche terapie alternative oltre a quelle classiche. Secondo la SIP, è probabile che gli specialisti dell’infanzia che prescrivono cure alternative siano molti di più: molti, però, sarebbero reticenti ad ammettere di usare questo tipo di cure, perché non ancora del tutto convinti della loro reale efficacia. Tanto è vero che l’81% dei medici che prescrive farmaci dolci li associa a prodotti farmaceutici tradizionali. Per la maggior parte dei pediatri, insomma, fitoterapia, omeopatia, agopuntura sono rimedi che a buon diritto vengono definiti “complementari”: perché possono costituire un complemento alle terapie classiche.

La più usata è la fitoterapia
Il trattamento complementare più usato è la fitoterapia, ossia la medicina alternativa che si basa sull’impiego di piante, fiori, essenze vegetali. È prescritta nell’82,5% dei casi. Segue subito l’omeopatia 74,9% il cui assunto si basa sul concetto che “il simile cura il simile”: in altre parole, rimedi ottenuti anche in questo caso da piante ed erbe, ma anche da minerali ed altri elementi, vengono somministrati a dosi bassissime, per stimolare una reazione nell’organismo che poco per volta conduce alla guarigione. Un sistema opposto, quindi, a quello della medicina classica e anche della fitoterapia. Poco usata l’agopuntura, prescritta solo dal 5,8% dei pediatri. Dall’indagine è emerso che nella maggior parte dei casi, ossia nel 62,7%, sono i genitori a chiedere di utilizzare le medicine alternative per scelta personale. In altri casi lo fanno su suggerimento di parenti e amici, su consiglio di un medico oppure per averlo letto su libri e riviste. È interessante notare che oltre il 74% dei pediatri intervistati ritiene che, per le famiglie dei piccoli pazienti, l’utilizzo delle medicine complementari aumenti la qualità percepita della vita. Il 24% ha risposto di non avere notato variazioni e solo l’ 1,3% ha notato un peggioramento. I pediatri italiani, in conclusione, si sono dimostrati aperti al nuovo, confermando la vocazione di un approccio olistico alla salute del bambino: tutto quello che si dimostra efficace, innocuo e capace di migliorare il vissuto della malattia, deve essere utilizzato.

Giorgia Andretti

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