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I rimedi contro la febbre

novembre 19, 2007 12:00 pm

I principali farmaci utilizzati come antipiretici, sono consigliati anche nel trattamento dei bambini E’ importante ribadire il concetto che prima di decidere il farmaco omeopatico da usare per curare la febbre di un bambino, è necessario effettuare una diagnosi, cioè stabilire la causa dell’episodio febbrile. Il trattamento omeopatico della febbre, come sintomo a sé stante,…

I principali farmaci utilizzati come antipiretici, sono consigliati anche nel trattamento dei bambini

E’ importante ribadire il concetto che prima di decidere il farmaco omeopatico da usare per curare la febbre di un bambino, è necessario effettuare una diagnosi, cioè stabilire la causa dell’episodio febbrile. Il trattamento omeopatico della febbre, come sintomo a sé stante, prevede vari farmaci tra cui citerò solo i principali. E’ preferibile distinguere i casi in cui la febbre è molto elevata dai casi in cui la febbre è modicamente elevata.
Nella prima situazione i rimedi principali possibili sono rappresentati da Belladonna, Aconitum, Apis Mellifica, nella seconda da Bryonia, Rhus Toxicodendrum, Ferrum Phosphoricum.
Come sempre la scelta del farmaco viene affidata allo studio delle modalità e cioè degli elementi in grado di caratterizzare il sintomo (comportamento, ambiente, posizione del corpo, ritmo del sintomo). Se le modalità relative a quel dato farmaco sono presenti in modo esteso dal paziente, una diluizione media (15° CH, 30° CH) di quel farmaco, sarà più efficace di una bassa diluizione (5° CH, 7° CH), che riserveremo a casi in cui le modalità sono rispettate in modo parziale.
Ecco un mini prontuario per il quale va tenuto presente che con tutti i farmaci elencati, la dose è di 3 granuli ogni 2- 4 ore.

Febbre elevata

  • Belladonna: nei casi in cui durante la fase febbrile il bambino ha il volto congestionato, è sudato, particolarmente prostrato, ed esprime il desiderio di essere lasciato tranquillo al buio; può essere, anche, presente dilatazione delle pupille (midriasi).
  • Aconitum: per una febbre ad esordio improvviso, in genere notturno, senza sintomi specifici, soprattutto se causata dall’ esposizione al freddo; durante la fase febbrile il paziente tende ad essere agitato e richiede di bere, spesso è presente tosse notturna secca, abbaiante.
  • Apis Mellifica: adatta nei casi di febbre alta, con assenza di sete, soprattutto se accompagnata a violenta cefalea, stato soporoso, volto congestionato con agitazione del capo che viene ruotato da una parte all’altra del cuscino. Segno concomitante, molto indicativo, è la presenza di una tonsillite con ugola rigonfia e tumefatta.

Febbre non elevata

  • Bryonia: febbre ad andamento progressivo, a decorso stabile, con voglia di bere grandi quantità di acqua fredda; estrema secchezza delle mucose e desiderio di restare immobile.
  • Ferrum Phosphoricum: adatto nei casi di febbre lieve con sintomi di raffreddamento altrettanto lievi; tachicardia non giustificata dalla entità della febbre, stanchezza intensa, alternanza di pallore e rossore al volto. Molto caratteristica la concomitanza di fenomeni emorragici (epistassi, escreato striato di sangue).
  • Rhus Toxicodendrum: è indicato quando la febbre si accompagna a prostrazione, dolori diffusi che migliorano con i movimenti, con brividi e sudorazione che risparmia solo il volto. La sete è intensa e la lingua è caratteristicamente ricoperta da una patina grigiastra.

 

Prof. Francesco Macrì

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