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L’omeopatia per i primi malesseri autunnali

ottobre 5, 2016 9:21 am

Ai farmaci classici, soprattutto, nei bambini si possono associare i rimedi omeopatici, sono efficaci e non hanno effetti secondari. Ne hanno discusso i pediatri della Fimp a convegno.

Da metà settembre in poi, puntuali come sempre, si ripresentano i disturbi da raffreddamento e le sindromi para-influenzali. La ripresa della scuola, il calo delle temperature che obbliga a trascorrere più tempo nei luoghi chiusi, a contatto con altre persone. Questo favorisce la diffusione dei virus che causano starnuti, naso chiuso, mal di testa, malessere generale e febbre. Oggi quasi un pediatra di famiglia su tre affianca, più o meno spesso, l’omeopatia alle cure farmacologiche tradizionali e il dato è in continuo aumento, secondo quanto sostiene un’indagine della Federazione Medici Pediatri presentata al X° congresso nazionale in corso a Pisa. Secondo la ricerca Fimp, i pediatri vi ricorrono soprattutto per malattie delle vie respiratorie, gastroenteriti, allergie e disturbi del sonno. L’interesse all’omeopatia degli ultimi anni è dovuto al fatto che questi rimedi hanno meno effetti collaterali riscontrati e garantiscono un approccio olistico alla salute del bambino. Ecco qualche suggerimento, che dovrebbe però essere discusso con il pediatra o il farmacista omeopata.

Per rafforzare le difese
Come prevenzione, è possibile iniziare un trattamento a settembre e proseguire anche fino in primavera, per ridurre il rischio di ammalarsi con Influenzinum 30 CH, un tubo dose al mese, per tutta la durata dell’inverno. Entrambi i medicinali si possono assumere senz’acqua versando l’intero contenuto di una dose direttamente in bocca e facendolo sciogliere preferibilmente sotto la lingua. Ai più piccoli si possono proporre sciolti in poca acqua oligominerale, tre granuli per volta, due o tre volte al giorno. Contro il raffreddore, per starnuti e ostruzione nasale con febbre sono adatti Aconitum, Belladonna, Nux vomica. Contro la rinorrea serve Allium cepa. Quando le secrezioni hanno carattere mucoso viene consigliato Kalium iodatum, mentre se sono mucopurulente richiedono Kalium bichromicum o Hepar sulfur.

Per tosse e mal di gola
Per il mal di gola sono indicati Belladonna e Mercurius solubilis. Se la gola è arrossata, la persona avverte bruciore che si allevia assumendo qualcosa di freddo è indicata Apis mellifica, mentre Phytolacca è indicato per il dolore alla deglutizione, che si irradia verso le orecchie. Per la tosse secca con febbre va bene Ferrum phosphoricum, mentre la tosse che compare parlando o inspirando si cura con Bryonia. Corallium rubrum allevia la tosse secca notturna, mentre Ipeca calma la tosse intensa che può causare vomito nei più piccoli. Per la tosse produttiva, Pulsatilla favorisce l’espulsione del catarro, mentre Sulfur iodatum e Antimonium tartaricum aiutano a contrastare il ristagno di secrezioni bronchiali che possono causare bronchite.

Per febbre e diarrea
Se c’è febbre è sempre opportuno sentire il medico nel caso dei bambini e degli anziani, senza cercare di abbassarla subito perché la febbre è una reazione difensiva dell’organismo. Aconitum è il rimedio per la febbre alta a insorgenza improvvisa, con sete e brividi, senza sudorazione, mentre Belladonna è il medicinale omeopatico delle febbri rapidamente alte, con sudorazione, associate a localizzazioni infiammatorie. Bryonia dà sollievo se compaiono anche cefalea e dolori muscolari, Gelsemium sempervirens va bene se oltre alla febbre ci sono anche debolezza e astenia. Se la febbre porta la comparsa di herpes alle labbra, ci sono brividi e dolori articolari, si suggerisce Rhus toxicodendron. Per i disturbi gastrointestinali dei più piccoli. Chi ha la tendenza a soffrire facilmente di disturbi gastrointestinali come vomito o diarrea, in via preventiva può assumere Arsenicum album 30 CH, 5 granuli una volta alla settimana, insieme a Oscillococcinum. Un ciclo di tre mesi da settembre a dicembre ha effetto preventivo.

Lina Rossi

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