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I tempi della prima visita

giugno 27, 2000 12:00 pm

Un controllo prima dei 9 anni consente di intervenire agevolmente per riparare eventuali malocclusioni Tra gli ortognatodontisti è ricorrente il dibattito sul “timing” del trattamento ortodontico, cioé la scelta del momento migliore per iniziare una terapia: il trattamento, infatti, può essere precoce o tardivo, e realizzarsi in una o più fasi di terapia attiva, con…

Un controllo prima dei 9 anni consente di intervenire agevolmente per riparare eventuali

malocclusioni

Tra gli ortognatodontisti è ricorrente il dibattito sul “timing” del trattamento ortodontico, cioé la scelta del momento

migliore per iniziare una terapia: il trattamento, infatti, può essere precoce o tardivo, e realizzarsi in una o più fasi di terapia attiva, con

eventuali fasi di monitoraggio. La scelta del momento giusto per la terapia è condizionata da numerosi fattori: la natura della malocclusione, la

motivazione al trattamento, il grado di collaborazione necessario e l’età del paziente, non solo anagrafica, ma anche scheletrica (grado di sviluppo,

cioè di formazione e maturazione, dello scheletro osseo) e dentale (epoca della dentizione). Molto delicato, per l’insorgenza di eventuali

malocclusioni, è il periodo della “dentizione mista”, cioé il periodo di coesistenza, sulle arcate dentarie, di elementi della dentatura decidua e

permanente: nella prima fase della dentizione mista, dai 6 ai 9 anni, si realizza la permuta degli incisivi e la comparsa dei primi molari permanenti;

nella seconda fase, dai 9 ai 12 anni, canini e molari decidui vengono sostituiti dai canini permanenti e dai premolari, e i secondi molari permanenti

erompono. Nel periodo estremamente dinamico della dentizione mista numerosi “incidenti di percorso” possono rendere disarmonico lo sviluppo delle arcate

dentarie: anomalie nei tempi della permuta, anomalie di numero, di forma o di dimensioni, di posizione e/o di sede dei denti permanenti, perdita precoce

di elementi decidui per carie o trauma; d’altronde, in questo periodo, si ha la possibilità di intercettare lo sviluppo di molte malocclusioni con

interventi relativamente semplici. E’ senz’altro auspicabile, dunque, che la prima visita ortodontica abbia luogo prima dei 9 anni di età. Lo scopo

dell’ortognatodonzia moderna, però, è di risolvere le malocclusioni e, in senso più ampio, le anomalie della crescita orofacciale, in maniera causale,

ristabilendo l’equilibrio scheletrico e funzionale. La tipologia di crescita ossea, infatti, pur essendo inscritta nel codice genetico, è determinata

anche da fattori funzionali, quali respirazione, deglutizione, masticazione, fonetica, mimica, postura. La terapia causale delle alterazioni della

crescita e dei rapporti occlusali sarà tanto più efficace quanto più precoce, intendendosi per “precoce” l’intervento terapeutico che inizia in età

pre-scolare (3-6 anni). Prima dei 6 anni, infatti, le suture del massiccio cranio-facciale non sono ancora chiuse, e questo facilita il riposizionamento

ortopedico delle basi ossee e le terapie di tipo funzionale, che utilizzano le potenzialità plastiche dell’azione muscolare sulle strutture

scheletriche. Inoltre, in età prescolare possono essere intercettate numerose abitudini viziate, come la suzione del dito o del ciuccio, la deglutizione

atipica, la respirazione orale. Quindi, effettuando la prima visita ortodontica già all’età di 3-4 anni, e programmando con regolarità i controlli

ortodontici successivi, si può intervenire tempestivamente su eventuali problemi della crescita e seguirla con un attento monitoraggio, fino al

completamento della dentatura permanente. Vanno affrontate precocemente problematiche rilevanti relative all’armoniosità della crescita dento-

scheletrica e alla percezione della propria immagine da parte del bambino, quali morsi aperti o morsi profondi severi (rispettivamente, l’assenza di

contatto tra le arcate dentarie o un’eccessiva sovrapposizione della superiore all’inferiore), incisivi superiori fortemente sporgenti, deviazioni

della mandibola che, non trattate, esitano in una crescita asimmetrica. Controlli regolari, dunque, dall’ortognatodontista già in età pre-scolare, come

verrà opportunamente suggerito anche dall’odontoiatra di fiducia o dal pediatra, in un ambito di collaborazione multidisciplinare.

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Dott.ssa Antonella Dell’Aquila
Specialista in Odontostomatologia e Ortognatodonzia

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