prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Quando spuntano i primi dentini

aprile 19, 2010 12:37 pm

E’ una delle fasi più importanti della crescita, spesso unita a fastidiose conseguenze: gengive doloranti, inappetenza e dissenteria. Vediamo insieme come affrontarla. Tra i 6 ed i 30 mesi spuntano i dentini da latte, con una normale variabilità da bimbo a bimbo e con una relativa precisione nei tempi e nella sequenza di eruzione. Spuntano…

E’ una delle fasi più importanti della crescita, spesso unita a fastidiose conseguenze: gengive doloranti,
inappetenza e dissenteria. Vediamo insieme come affrontarla.

Tra i 6 ed i 30 mesi spuntano i dentini da latte, con una normale variabilità da bimbo a bimbo e con una relativa precisione nei tempi e nella sequenza di eruzione. Spuntano infatti di solito prima gli incisivi centrali, quindi gli incisivi laterali, i primi molari, i canini, infine i secondi molari, generalmente prima gli inferiori e poi i superiori. La dentizione è spesso accompagnata da un insieme sintomi, a volte poco piacevoli.

Può comparire anche dissenteria
Quando spuntano i dentini le gengive sono dolenti e appaiono leggermente tumefatte ed arrossate. La salivazione aumenta, fatto che può irritare la cute periorale e delle guance. Il bambino è irrequieto, irritabile, spesso inappetente e si sveglia spesso durante la notte. Possono inoltre comparire sia disturbi gastrointestinali, come diarrea e talvolta, vomito, sia sistemici, come febbre ed eruzioni cutanee. Frequentemente la diarrea, che è sempre moderata, accompagnata spesso da eritema da pannolino. In passato, è stato ipotizzato che l’eruzione dentaria fosse accompagnata da una ipereccitabilità delle vie nervose che regolano il tono viscerale dello stomaco e dell’intestino, determinata dagli stimoli gengivali o, più precisamente, dal cosiddetto “riflesso gengivo-viscerale”. Questa situazione avrebbe causato appunto diarrea e vomito. La letteratura medica più recente nega che alla dentizione possano essere attribuiti disturbi come la diarrea e la febbre, poiché non esistono dati scientifici che chiariscano il rapporto di causa ed effetto fra dentizione e disturbi generali, anche per il fondato timore che possano venire sottovalutati i segni di malattie in atto, attribuendoli erroneamente alla dentizione. Il malessere generale del bambino può essere senz’altro collegato all’indolenzimento e al fastidio nella regione della bocca, organo del massimo piacere per il bambino nonché strumento di esplorazione “tattile” del mondo esterno.

Piccoli trucchi per dare sollievo
Nel difficile periodo della comparsa dei dentini alcuni bambini trovano conforto fra le braccia dei genitori, altri preferiscono essere distratti con giochi, libretti o . Il fastidio in sede gengivale può essere alleviato offrendo al bimbo un “dentaruolo” refrigerato, come se ne trovano facilmente in farmacia, o giocattoli da mordere. Esistono in commercio pomate antidolorifiche al miele rosato. Efficace è anche l’olio di malva o la tintura madre di Plantago. Durante il sonno, sollevare la testa con un cuscino leggermente più alto, può favorire almeno in parte la decongestione gengivale. L’abitudine di umettare le gengive con una garza sterile bagnata, oltre a dare sollievo al bambino, potrà essere mantenuta in seguito per detergere le gengive stesse ed anche i dentini appena nati, prima dell’uso dello spazzolino. Il ristagno degli zuccheri nella bocca può infatti facilitare le infezioni dei tessuti che circondano la corona dei denti emergenti. E’ consigliabile asciugare spesso gli angoli delle labbra e la cute del viso dalla saliva.

Attenzione ai disturbi più seri
Le mani e i giocattoli del bimbo vanno tenuti ben puliti per prevenire le infezioni di bocca (le cosiddette “gengivo-stomatiti”) e di stomaco e intestino (forme di gastroenterite, con vomito, diarrea e, talvolta, febbre). I pasti dovranno essere preferibilmente freddi o semifreddi, meglio se poco abbondanti e più frequenti, senza insistere se il bambino è veramente inappetente. La diarrea deve essere segnalata al pediatra, soprattutto se le scariche sono più frequenti di due-tre al giorno ed il fenomeno si protrae
per più di due-tre giorni. L’eritema va trattato con impacchi di acqua tiepida e bicarbonato, proteggendo la cute del sederino con apposite pomate e cambiando spesso il pannolino. Se l’eritema si estende o non regredisce, è possibile che si tratti di dermatite da Candida. Anche in questo caso è bene rivolgersi al pediatra.

Dott.ssa Antonella Dell’Aquila
Specialista in Odontostomatologia e Ortognatodonzia

- -


ARTICOLI CORRELATI