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Adenoidi ingrossate: perché e quando operare

settembre 10, 2018 5:34 pm

L’autunno ha iniziato a mostrare il suo volto e con il fresco il nasino dei bambini inizia ad essere otturato. Potrebbe essere un problema di adenoidi, non è detto che si debba operare

Un tempo, quando le adenoidi si ingrossavano, senza pensarci più tanto sopra, si predisponeva immediatamente l’intervento, ignorando la reale utilità delle adenoidi: infatti, è grazie alla loro efficienza che le infezioni delle vie respiratorie sono tenute sotto controllo.  Le adenoidi, sono organi linfatici situati in fondo alla cavità nasale e per questo visibili solo attraverso esami radiologici. Nei bambini, svolgono una insostituibile difesa contro le infezioni delle prime vie aeree e delle orecchie. A volte le adenoidi si infiammano e aumentano di volume, questo avviene proprio durante il loro lavoro di barriera verso virus e batteri  fintanto che fanno bene il loro lavoro non è detto che si debba necessariamente operarle.

 

Adenoidi, perché si infiammano e si ingrossano

Nei bambini piccoli le adenoidi possono ingrossarsi per diverse cause: freddo, umidità, inquinamento e processi infiammatori di origine batterica o virale con conseguente eccessiva produzione di muco e di catarro. Di conseguenza l’aumento di volume delle adenoidi, meglio conosciuta come ipertrofia, non deve preoccupare poiché è il segnale stesso della loro attività. Se però, l’ipertrofia è davvero eccessiva al punto da compromettere la buona deglutizione, la respirazione con apnee e russamenti durante la notte, oltre a stimolare otiti ricorrenti, deve essere eseguita un’attenta valutazione.  In questi casi si deve osservare se compaiono i sintomi di una infezione, come febbre, malessere, voce nasale, secrezioni mucose e giallastre dal naso o dalla gola. Ripetute infezioni delle adenoidi possono causare assenze dalla scuola, problemi psicologici, necessità di cicli ripetuti di antibiotici e antinfiammatori e rischio di cronicizzazione. In questo caso è opportuno rivolgersi al pediatra, che già con la visita clinica potrà fare la diagnosi di adenoidite per la presenza di uno scolo di muco giallastro dal naso e ostruzione respiratoria.

 

Intervento chirurgico: quando intervenire

In genere gli specialisti sconsigliano l’intervento chirurgico prima dei quattro anni, poiché crescendo il bambino si ammala meno e le adenoidi tendono a regredire spontaneamente. Spesso è sufficiente una cura con antibiotici specifici per tenere sotto controllo la situazione e guadagnare tempo. Se invece il bambino soffre di otiti medie ricorrenti, ha segni di ipertrofia delle adenoidi, è soggetto a sinusiti o rinofaringiti croniche e, soprattutto, ha un serio abbassamento dell’udito, allora è consigliata l’intervento di adenoidectomia, ossia di asportazione delle adenoidi stesse. Oggi l’intervento è sicuro ed è comunque preceduto da una serie di accertamenti anestesiologici per ridurre qualsiasi tipo di rischio. Una volta concluso l’intervento dopo le corrette indicazioni il bambino starà decisamente meglio, sarà meno soggetto a delle malattie dell’orecchio, del naso e della gola, migliorerà nella respirazione e non presenterà più i sintomi della ostruzione nasale.

 

Lina Rossi

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