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I danni causati dal ciuccio

gennaio 26, 2004 12:00 pm

Come scegliere il modello più adeguato e quando eliminarlo per evitare difetti a bocca e denti. La gravità dei danni causati dal ciuccio allo sviluppo dei denti, della bocca e del terzo inferiore del viso dipende dalla maggiore o minore durata dell’abitudine viziata, dall’intensità e dalla frequenza della suzione, dalla predisposizione individuale. La malformazione più…

Come scegliere il modello più adeguato e quando eliminarlo per evitare difetti a bocca e denti.


La gravità dei danni causati dal ciuccio allo sviluppo dei denti, della bocca e del terzo inferiore del viso dipende dalla maggiore o minore durata dell’abitudine viziata, dall’intensità e dalla frequenza della suzione, dalla predisposizione individuale.
La malformazione più evidente che si può riscontrare è il cosiddetto “morso aperto”, cioè uno spazio esistente, a bocca chiusa, fra i denti superiori ed inferiori: il ciuccio, infatti, ostacola la corretta crescita degli incisivi e dei canini ed inclina all’esterno gli incisivi; se il bambino tiene il ciuccio in posizione laterale, la malformazione interesserà i canini e i molari del lato in questione. Per chiudere il sigillo orale durante la deglutizione, la lingua si interpone fra le arcate dove queste non sono a contatto, perpetuando la modalità di deglutizione del lattante (“deglutizione atipica” o “infantile”) ed aggravando il difetto. L’uso prolungato ed intenso del ciuccio, inoltre, provoca un’inversione dei normali rapporti trasversali fra le arcate dentarie, di modo che la superiore si colloca sull’inferiore come un coperchio troppo piccolo su di una scatola troppo grande (“morso crociato” o “morso inverso”). In tale situazione la mandibola può dover deviare lateralmente per realizzare la massima chiusura, con il rischio di un accrescimento asimmetrico della mandibola stessa e, quindi, di un’asimmetria del viso. Le arcate dentarie si sviluppano lungo un ideale “binario muscolare”, delimitato dalla lingua, all’interno, e da guance e labbra, all’esterno, in un equilibrio di forze. Il ciuccio impedisce il contatto della lingua con il palato ed i denti superiori, e l’azione di compressione esercitata dalle guance ad ogni suzione non viene controbilanciata adeguatamente: l’accrescimento in larghezza dell’osso mascellare è inibito, mentre la volta del palato si incurva verso l’alto e si approfondisce; al tempo stesso, il ciuccio può aumentare le dimensioni dell’arcata inferiore.
Oltre ai danni ortodontici, non bisogna dimenticare che il ciuccio può rappresentare un veicolo di infezioni; inoltre, alcune ricerche indicano una maggiore incidenza di candidosi orale nei bambini che usano il succhietto.

Come limitare i danni
In commercio esistono succhiotti in caucciù o in silicone, di diverse misure, dimensioni eforme: a goccia, a ciliegia, anatomici. E’ preferibile scegliere un ciuccio piatto, morbido e poco ingombrante: la forma a goccia è meno dannosa di quella a ciliegia; lo scudo esterno deve evitare il ristagno di saliva e non esercitare eccessiva pressione sulle labbra durante l’uso. Alcuni succhiotti anatomici sono stati pubblicizzati come “formatori delle arcate dentarie”: l’unico vero “conformatore” delle arcate dentarie è, in realtà, una funzione orale fisiologica, cioè l’insieme dei movimenti della lingua, delle labbra e delle guance durante la suzione, la masticazione, la deglutizione e la fonazione. Le norme igieniche suggeriscono di sterilizzare il ciuccio nei primi mesi di vita, e comunque, di disinfettarlo regolarmente.

Cosa evitare

  • L’applicazione del ciuccio in posizione laterale ( il “morso aperto laterale” è una deformazione

di tipo asimmetrico di più difficile risoluzione).

  • L’inserimento dello scudo all’interno del labbro, che può causare danni agli incisivi

inferiori e al labbro.

  • L’applicazione all’anello del ciuccio di catenelle o oggetti che, appesantendolo, lo rendono più pericoloso per i denti

e il labbro inferiori.

  • L’uso di succhietti deformati
  • L’immersione del ciuccio nel miele o in altre sostanze zuccherine, anche

prima della comparsa dei denti: si instaurerebbe un’abitudine di difficile eliminazione, con conseguenze drammatiche sui denti di latte (“carie destruente”) e sulla dentatura permanente, con la comparsa di malocclusioni (“sindrome da biberon”).Quando eliminare il ciuccio
Il prima possibile…! Secondo l’ipotesi freudiana la “fase orale” dell’evoluzione psichica del bambino, cioè il periodo durante il quale l’organo del massimo coinvolgimento libidico è la bocca, termina intorno ai 2 anni; eliminare l’abitudine di suzione dovrebbe rappresentare, intorno a questa età, un momento fisiologico della crescita. L’eliminazione dell’abitudine viziata può, da sola, permettere la regressione delle eventuali anomalie a carico dei denti di latte. Nei casi più gravi sarà necessario ricorrere alla terapia ortognatodontica, il classico “apparecchio”, che può essere iniziata anche molto precocemente (intorno ai 4 anni).

Dott.ssa Antonella Dell’Aquila
Specialista in Odontostomatologia e Ortognatodonzia

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