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Fluoro e prevenzione

agosto 6, 2003 12:00 pm

Odontoiatri e medici negano il rischio di intossicazione e ribadiscono l’importanza della profilassi anti-carie Il fluoro fa bene nella prevenzione della carie e deve essere somministrato ai bambini fin da subito, a partire dalla nascita, e anche alla madre durante la gravidanza e l’allattamento. E’ quanto hanno ribadito alcuni medici del settore in Italia ad…

Odontoiatri e medici negano il rischio di intossicazione e ribadiscono l’importanza della profilassi anti-carie

Il fluoro fa bene nella prevenzione della carie e deve essere somministrato ai bambini fin da subito, a partire dalla nascita, e anche alla madre durante la gravidanza e l’allattamento. E’ quanto hanno ribadito alcuni medici del settore in Italia ad una tavola rotonda sul tema della fluoro-profilassi, in cui hanno fatto il punto della situazione presentando risultati e dati medici e farmacologici. Dopo la confusione e l’allarmismo suscitati nei mesi scorsi, dalla decisione del ministro della Salute del Belgio di ritirare dal mercato gli integratori alimentari di fluoro, si è insomma voluto mettere una parola definitiva su uno dei “tormentoni” ricorrenti per chi si occupa di salute. “La fluoroprofilassi incide sulla formazioni di carie almeno per il 50-60% – ha spiegato Laura Strohmenger, docente dell’Università di Milano -.Dall’83 al ’98 si è registrato in Italia un calo rilevante del Dmft, l’indice medio di patologia, passato dal 6,7 al 1,8-2. Solo la Svizzera e i Paesi Scandinavi ci battono con un indice dello 0,5-0,7, perché hanno un servizio pubblico di odontoiatria preventiva”. Tutto sta dunque nella profilassi e in un’assunzione tempestiva,che parta con la madre dalla 18ma settimana di gestazione e poi per tutto l’allattamento, proseguendo nei bambini almeno fino ai 5-6 anni, con un dosaggio progressivamente più elevato.

Quanto ai pericoli di tossicità e fluorosi, i pediatri e farmacologi presenti ci hanno tenuto a fugare ogni dubbio. ”Questi rischi si hanno solo con dosaggi elevati e continui nel tempo (superiori a 4-5 mg/l) – chiarisce Francesco Tancredi, presidente della Società Italiana di Pediatria -, come negli Stati Uniti, dove si ha la fluorurazione delle acque. In Italia non si possono verificare casi del genere, né si sono mai verificati”. Nel nostro Paese non si ha – è stato detto – infatti la cosiddetta fluorurazione degli acquedotti (molto costosa peraltro) e le quantità di fluoro presenti nelle pastiglie o nei dentifrici sono molto più basse. L’invito che proviene dunque dai pediatri, ginecologi, odontoiatri e farmacologi presenti è stato quello di consigliare alle famiglie una fluoroprofilassi il più tempestiva possibile.

Matteo De Matteis

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