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La vista è un bene prezioso: facciamo controllare quella dei più piccoli

ottobre 15, 2014 9:30 am

Prima il pediatra, poi l’oculista vero e proprio e, infine, controlli regolari anche in assenza di disturbi evidenti. La vista è un bene importante, occupiamoci di quella dei nostri figli attraverso visite specialistiche.

Si è celebrata da poco la Giornata Mondiale della vista, promossa dall’Organizzazione mondiale della Sanità e da IAPB Italia onlus, dall’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità. L’obiettivo era focalizzare alcuni punti che valgono sempre, ossi al’importanza dei controlli per prevenire i disturbi della vista nei bambini, dalla semplice (e sempre più diffusa) miopia alle malattie davvero serie. A 1 anno è infatti necessaria la valutazione da parte del pediatra. A 3 anni ci vuole la prima visita dall’oculista. La diagnosi precoce di una malattia oculare migliora la prognosi e rende più semplice la riabilitazione visiva. Per questo è importante programmare le visite nei bambini a partire dal primo anno di vita, in modo da prevenire o intercettare per tempo eventuali anomalie o alterazioni della vista. Oggi, infatti, nel mondo vivono ben 18,9 milioni di bambini con un problema visivo serio, mentre in Italia ci sono 362 mila non vedenti e oltre 1 milione di ipovedenti tra piccoli e adulti.

Il calendario delle visite oculistiche in età pediatrica
Oggi, in tutti i Centri di Ostetricia e Ginecologia i bambini appena nati vengono visitati dal neonatologo, che controlla anche gli occhi per escludere problemi macroscopici, ma prescrive anche una visita oculistica in caso di riscontro di qualsiasi anomalia. Il pediatra, nel corso delel visite periodiche, effettua lo screening per le malattie oculari congenite e della prima infanzia. La valutazione oculistica può essere sostenuta al compimento del primo anno di vita del bambino. Successivamente, sempre in assenza di problemi particolari, il consiglio è di programmare le visite a 3 anni e poi a cadenza biennale. Il pediatra valuterà la necessità di una visita da parte dell’oculista prima dei 3 anni in presenza di sintomi rilevati o descritti dai genitori e in particolare se presente familiarità per alcune patologie dell’occhio. Lo screening effettuato dai pediatri e della visita specialistica è motivata in particolare dalla ricerca di eventuali alterazioni della trasparenza dei mezzi diottrici (cornea e cristallino), da anomalie anatomiche o patologie retiniche. La diagnosi precoce infatti favorirà il percorso di riabilitazione visiva del bambino.

Quando si iniziano le visite vere
A 3 anni d’età si effettua la prima “vera” visita oculistica, poiché la maggiore capacità di collaborazione del bambino ed il livello di sviluppo dell’apparato visivo permettono all’oculista una più precisa valutazione della funzione visiva. Infatti fra i 3 e 4 anni d’età, sarà possibile misurare “la vista” utilizzando delle tavole di lettura (ottotipi) studiati appositamente per i bambini. Queste tavole rappresentano in genere disegni elementari di dimensioni sempre più piccole, oppure delle “E” che vengono girate nelle quattro posizioni. In assenza di difetti visivi e di anomalie anatomiche, le visite successive, sempre consigliate dall’oculista, andranno ripetute a 6 anni e poi ogni 1-2 anni. L’obiettivo di questo percorso è favorire la diagnosi precoce di eventuali problemi che dovessero presentarsi. Per esempio, la presenza di una cataratta congenita ha migliori possibilità di recupero visivo se trattata più precocemente possibile, mentre uno strabismo (occhio deviato) può essere il segno di malattie che sono espressione di un defict visivo.

Giorgia Andretti

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