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Quando gli occhi lacrimano abbondantemente e sono arrossati è allergia

aprile 7, 2014 10:03 am

Tutti aspettiamo con gioia l’arrivo della primavera ma per molti è il periodo più difficile da vivere. Sono tanti i bambini ed adulti a soffrire di allergia ed una delle reazioni più diffuse è la rinite con lacrimazione degli occhi.

Non per tutti, la primavera è la stagione più amata. I sempre più numerosi bambini che soffrono di allergie, e si parla ormai di uno su quattro, possono andare incontro a una serie di disturbi, dagli starnuti all’asma vera e propria. Una reazione allergica molto diffusa è l’oculorinite: una serie di fastidi che coinvolgono naso e occhi, rendendo di fatto davvero problematica la vita all’aria aperta per i bambini che ne sono affetti. Infatti, l’uscita in giardino equivale ad una ricomparsa immediata dei sintomi correlata all’allergia. Gli effetti si possono avvertire anche nei luoghi chiusi: scuola o a casa se nelle vicinanza gli allergeni sono presenti.

Che cos’è l’oculorinite allergica
Si tratta di un’infiammazione della mucosa nasale che coinvolge anche la mucosa degli occhi, dando luogo a starnuti e lacrimazione. I bambini ne sono spesso soggetti. L’oculorinite è da ricondurre a due fattori: i pollini e gli allergeni presenti tutto l’anno, può quindi comparire all’avvicinarsi della primavera, periodo in cui aumenta nell’aria la concentrazione dei pollini derivati da erbe e piante. A febbraio, cioè all’inizio della fioritura, prevalgono i pollini delle cupressacee, delle betulle e del nocciolo. In primavera sono molto diffusi i pollini di graminacee, fagacee, platanacee. Nei mesi più caldi predominano la parietaria e le composite. In questo caso il disturbo può essere definito anche pollinosi, perché è dovuto specificamente all’allergia ai pollini. Se un bambino è soggetto per tutto l’anno a starnuti e lacrimazione, allora si parla di oculorinite perenne, è dovuta in questo caso ad allergeni di inalazione presenti tutto l’anno, come gli acari della polvere.

Si manifesta così
Il bambino è obbligato, suo malgrado a starnutire, anche dieci o venti consecutivamente, fino sentirsi quasi mancare il respiro. Il naso è chiuso con abbondante scolo acquoso e compare una sensazione di solletico in gola. Gli occhi sono arrossati con una lacrimazione abbondante ed intenso fastidio alla luce: fotofobia. Infine, possono comparire mal di testa e sensazione di disturbo all’orecchio. L’insieme dei fastidi condiziona notevolmente il bambino, incidendo anche sulla sua normale esigenza di correre e di sfogarsi all’aria aperta nella bella stagione. Al notare dei primi sintomi è bene rivolgersi allo specialista in allergologia pediatrica che potrà eseguire una serie di test non fastidiosi, per capire se si tratta davvero di allergia ed individuare l’agente scatenante. Soltanto dopo aver rintracciato l’allergene responsabile delle reazioni fastidiose si può stabilire la terapia più appropriata. I rimedi più utilizzati sono sotto forma di spray e vengono inalati al fine di far cesare la rinite e gli sternuti. I più adatti per i bambini sono a base di disodiocromoglicato o di sodio nedocromile, che svolgono un’azione antinfiammatoria. Si possono utilizzare anche antistaminici e cortisonici, sempre sotto forma di spray. I cortisonici vanno però utilizzati solo per brevi periodi e sempre dietro controllo del medico. Negli occhi si possono instillare gocce di colliri specifici monodose, contenenti sostante antinfiammatorie e lenitive.

La protezione da forme allergiche inizia in gravidanza
Anche i genitori possono prendere qualche precauzione per proteggere il bimbo dalla comparsa dell’allergia e per prevenire le crisi allergiche. Durante la gravidanza, la mamma non deve fumare né esporsi in modo continuativo a sostanze che potrebbero causare reazioni allergiche, come i prodotti chimici. La mamma, inoltre, dovrebbe cercare di allattare il bimbo al seno, il latte materno contiene sostanze essenziali per rafforzare il sistema immunitario. Se un bimbo, i cui genitori sono allergici, viene al mondo durante l’epoca della fioritura delle piante, è bene evitare, se è possibile, di esporlo all’azione dei pollini. In questo modo si evita la sensibilizzazione agli allergeni. I bambini più grandicelli andrebbero educati a riconoscere i segnali dell’allergia e ad autosomministrarsi in modo appropriato gli spray decongestionanti. Inoltre, indossare un cappellino con visiera e occhiali scuri adatti all’età, di buona qualità, aiuta a ridurre il problema della fotofobia.

Sahalima Giovannini

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