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Sono state pubblicate le regole per l’utilizzo degli occhiali 3D in casa

settembre 9, 2013 9:53 am

No ai bambini troppo piccoli, mai per un tempo eccessivo e comunque sempre supervisionati dagli adulti. Sono le nuove regole per la visione dei film in 3D attraverso gli apposti occhialini in ambiente domestico.

Gli occhialini 3D sono, contrariamente agli occhiali da vista o da sole, strumenti che non hanno la funzione di migliorare la visuale o di proteggere l’occhio, bensì di permettere una visione particolare di effetti speciali, come se ci si trovasse all’interno della pellicola stessa. Queste lenti sottopongono l’apparato visivo a sforzi che non sono naturali. Per evitare qualsiasi problema, godendo solo del piacere di un film emozionante, le case produttrici ci occhialini 3D sono state obbligate a seguire nuove regole per la corretta gestione domestica di questi oggetti.

Regole on line per adulti e bambini
A partire da questi giorni, ossia da settembre 2013, le aziende produttrici di occhialini dovranno pubblicare sul proprio sito internet, veri e propri manuali d’uso contenenti le raccomandazioni pubblicate lo scorso luglio dai Ministeri della Salute e dello Sviluppo Economico. La raccomandazione principale per l’so domestico è che siano utilizzati solo dagli adulti e dai bambini oltre i sei anni. Ai bambini inferiori agli anni sei sono assolutamente controindicati: i loro occhi potrebbero infatti risentire dell’esposizione alle immagini in 3D attraverso queste lenti speciali ed essere soggetti a bruciore e ad arrossamento. È quindi importante che i genitori tengano duro, pur di fronte alle richieste insistenti o perfino ai pianti dei bambini che vorrebbero, come il resto della famiglia, assistere a questi effetti speciali. Poiché è difficile far capire ai piccoli che non possono indossare gli occhialini per il loro bene, è il caso che il resto della famiglia assista al film mentre il bambino piccolo stia dormendo oppure, meglio ancora, gli si può proporre come alternativa un pomeriggio di divertimento al parco, affidato ai nonni. Ovviamente, nelle età in cui l’uso di questi occhialini è consentito, non si deve esagerare: è l’ulteriore regola, il limite di tempo per la visione di un film. No, quindi, a passare un intero pomeriggio davanti al video domestico, vedendo un film dopo l’altro. Il discorso vale per tutti e i genitori devono vigilare affinchè i figli non deroghino a questa regola.

Da febbraio, un bugiardino cartaceo
A febbraio 2014, arriveranno le indicazioni su carta all’interno delle confezioni degli occhialini 3D, proprio come succede per i farmaci: ci saranno scritte le regole per l’utilizzo. Inoltre, sui siti delle aziende produttrici dovranno essere disponibili on line le indicazioni per effettuare una accurata e periodica manutenzione degli occhiali stessi, ossia per pulirli e conservarli adeguatamente. Questa regola vale sempre ma soprattutto in caso di uso promiscuo ovvero, quando gli occhiali vengono utilizzati da persone diverse, nel caso in cui la persona che li ha utilizzati abbia un problema di pidocchi o sia soggetto a infezioni agli occhi come, per esempio, la congiuntivite. Se gli occhiali, per particolari caratteristiche di fabbricazione, non possono essere disinfettati, è essenziale evitare il loro uso fino a quando il problema non si risolve. Inoltre le aziende raccomandano che gli occhiali 3D debbano essere utilizzati assieme agli occhiali da vista o alle lenti a contatto, nel caso in cui una persona abbia difetti visivi, poiché non sono occhiali correttivi. In caso di disturbi agli occhi durante l’uso: bruciore, lacrimazione, arrossamento, è bene sospendere subito l’uso e rivolgersi all’oculista. Infine è bene ricordare che, nonostante la colorazione scura, gli occhialini 3D non sono occhiali da sole.

Sahalima Giovannini

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