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Correggere l’ipermetropia

giugno 27, 2000 12:00 pm

Questo difetto nei primi anni può essere tenuto sotto controllo con l’uso degli occhiali. L’ipermetropia è un vizio di refrazione, cioè un difetto della “messa a fuoco oculare”. Molto comune nei bambini, è caratterizzato da una rilevante difficoltà nella visione da vicino e da un lieve difficoltà nel riconoscimento per lontano. Comunemente definita come l’inverso…

Questo difetto nei primi anni può essere tenuto sotto controllo con l’uso degli occhiali.

L’ipermetropia è un vizio di refrazione, cioè un difetto della “messa a fuoco oculare”. Molto comune nei bambini, è caratterizzato da una rilevante difficoltà nella visione da vicino e da un lieve difficoltà nel riconoscimento per lontano. Comunemente definita come l’inverso della miopia, è dovuta, nella maggior parte dei casi, ad una lunghezza ridotta del bulbo oculare. I bambini che ne risultano affetti presentano una lunghezza (asse antero-posteriore) dell’occhio ridotta cioè molto semplicemente hanno un occhio più piccolo del normale. Molto comune nei primi anni di vita, l’ipermetropia è determinata da un lieve ritardo dello sviluppo bulbare. L’accrescimento che interessa tutto l’organismo nella prima età determina un allungamento del bulbo con conseguente riduzione dell’ipermetropia. Bisogna in vero ricordare, che non solo la lunghezza del globo oculare gioca un ruolo nella corretta messa a fuoco dell’immagine, ma anche la cornea ed il cristallino che permettono ai raggi luminosi di giungere alla retina. In casi rari anche patologie che interessano quest’ultime strutture possono causare elevate ipermetropie in occhi normalmente sviluppati. Solitamente risulta molto difficile ad un genitore riconosce un bambino affetto da tale difetto visivo. La buona visione per lontano generalmente permette di mascherare il difetto sino a che il bimbo non inizia ad applicare la vista nel lavoro da vicino; è necessario un elevato sforzo visivo affinché un bambino ipermetrope riesca a focalizzare bene una scrittura piccola o un disegno un po’ complesso. Nei primi anni scolastici il bambino comincia ad accusare una cefalea frontale con dolore alle orbite, rossore oculare in concomitanza con lo studio da vicino. Ttalvolta appare svogliato con difficoltà nella concentrazione così da essere considerato fannullone quando in realtà è la capacità a concentrarsi che lo stanca maggiormente. In alcuni casi lo sforzo visivo determina la comparsa di uno strabismo oculare mono o bilaterale che può essere notato solo da un occhio esperto. Alcune forme di strabismo intermittente vengono descritte dalle mamme con la frase “mio figlio butta l’occhietto” indicando così un’incapacità a tenere dritti gli occhi durante lo studio. Tali considerazioni sono sempre in rapporto all’entità dell’ipermetropia: sono abbastanza rari i casi di ipermetropia superiore alle 7 diottrie, mentre molto comuni casi di 4 o 5 diottrie che passano inosservate. Tutti i bambini che vengono sottoposti a visita oculistica devono essere sempre esaminati con scrupolosità ed in modo cooperante dall’oculista e dall’ortottista. L’esame della vista deve essere eseguito sia in modo naturale che con gocce e l’ortottista deve esaminare la motilità oculare in ciascuna delle due fasi. L’esame con le gocce ha il compito di bloccare la messa a fuoco del bambino. In modo del tutto riflesso il bimbo cerca di compensare il suo difetto visivo sforzando gli occhi cioè “accomodando”. Soltanto dopo aver paralizzato (con gocce appropriate) tale accomodazione si può valutare realmente il difetto visivo. Nei casi di bambini molto piccoli e poco collaboranti, è possibile eseguire un esame indiretto dell’acuità visiva, utilizzando appositi strumenti computerizzati o strumenti molto più semplici e talvolta più pratici. L’uso di lenti appropriate permette all’occhio di sviluppare una corretta visione eliminando i disturbi. La prescrizione di lenti, fatta in accordo con l’ortottista, permetterà di ridurre gli strabismi con il ripristino della visone binoculare completa. Lo sviluppo gioca un ruolo determinante nel ridurre l’ipermetropia perché, come già detto, l’allungamento del bulbo riduce il deficit. In molti casi però anche il passare degli anni non determina variazioni significative: questi pazienti sono destinati ad un uso costante delle lenti per poter ottenere una buona visone.

 

Dott. Stefano Amodeo
Specialista in Oculistica e Microchirurgia oculare

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