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Quando l’occhio è pigro

settembre 22, 2010 12:24 pm

L’ambliopia è un’anomalia del visus che si verifica quando uno degli occhi non lavora al meglio delle proprie potenzialità. La correzione è possibile con l’uso di lenti giuste. L’ambliopia, conosciuta più comunemente con il termine di “occhio pigro” è una disfunzione spesso sottovalutata, anche se circa il 3% della popolazione occidentale ne è soggetto. Ancora…

L’ambliopia è un’anomalia del visus che si verifica quando uno degli occhi non lavora al meglio delle proprie potenzialità. La correzione è possibile con l’uso di lenti giuste.

L’ambliopia, conosciuta più comunemente con il termine di “occhio pigro” è una disfunzione spesso sottovalutata, anche se circa il 3% della popolazione occidentale ne è soggetto. Ancora oggi, molti bambini giungono all’epoca della scuola elementare con questo problema, che è tanto più migliorabile quanto più precocemente viene diagnosticato. Se, invece, si lasciano passare alcuni anni e la struttura dell’occhio è quasi completata, la disfunzione può ancora migliorare ma con molta difficoltà. Individuare l’eventuale presenza di un occhio pigro è quindi un motivo in più per sottoporre il proprio bambino alla visita dello specialista già all’epoca della scuola primaria, o, meglio ancora, del nido.

La doppia origine del difetto
Durante le prime fasi della vita, la funzione visiva va maturando e consolidandosi grazie alla percezione perfetta e nitida degli stimoli esterni. Le modificazioni che si succedono nell’apparato visivo con lo sviluppo, determinano il miglioramento dell’acuità visiva, dell’acuità stereoscopica – cioè, la percezione della profondità – e della motilità oculare. L’ambliopia è un deficit visivo non correggibile attraverso l’uso di lenti di maggiore potere, in quanto la causa risiede nella messa a fuoco dell’immagine, ma anche nella trasmissione dell’immagine stessa a livello cerebrale. La visione è infatti un fenomeno che si costruisce di due tempi: il primo è la percezione dell’immagine attraverso l’occhio, la seconda è l’interpretazione dell’immagine da parte del cervello, in zone predisposte e collegate ad altre porzioni del sistema nervoso centrale. Il cervello deve “imparare” a riconoscere i vari stimoli luminosi che giungono dagli occhi; la percezione di immagini sempre “sfuocate”, non perfettamente nitide, impedirà al cervello di capire cosa si sta guardando. Il nostro apparato visivo è costituito da due occhi che inviano separatamente immagini, attraverso i nervi ottici, alla corteccia cerebrale dove le singole immagini vengono sovrapposte. Se l’immagine proveniente da un occhio è sfuocata, il cervello dovrà “scartarla” in quanto questa creerà confusione nella visione binoculare (cioè dei due occhi contemporaneamente). Questo fenomeno di esclusione di un occhio determina il fenomeno dell’occhio pigro.

Perché si deve intervenire presto
Se, successivamente, l’immagine verrà messa a fuoco, in un tempo relativamente breve, allora il cervello riprenderà in considerazione le informazioni visive provenienti da quell’occhio. Se però questo non avviene, per tutta la vita l’immagine proveniente da quell’occhio verrà sempre scartata. Da quanto detto, si comprende che la percezione dell’immagine in modo nitido costituisce la sola ed unica prerogativa al corretto sviluppo visivo. Il bambino non è in grado di valutare personalmente la propria capacità visiva in ciascun occhio; la visione deve essere sempre valutata in modo monoculare, vale a dire studiando prima un occhio e poi l’altro, per evidenziare deficit visivi che la visione binoculare maschera. Il pediatra è il primo, e potrebbe anche essere l’unico, specialista, ad avere l’opportunità di valutare la funzionalità visiva in un periodo dello sviluppo in cui questa può essere ancora migliorata. Se si sospetta il difetto, è bene indirizzare la famiglia a uno specialista in oftalmologia. La visita, è bene ripeterlo, è necessaria sempre, ma ancora di più se si sospettano difetti visivi. Bisogna, infine, ricordare che i problemi alla vista e le patologie oculari vengono ereditati dai propri figli. Genitori affetti da “occhio pigro” o da qualunque patologia che interessi l’occhio, devono far controllare i propri bambini per evidenziare se anche loro sono affetti da ambliopia o da disfunzioni che possono farla instaurare.

 

Dott. Stefano Amodeo
Specialista in Oculistica e Microchirurgia oculare

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