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Il primo controllo della vista entro il quarto anno di vita

settembre 4, 2018 10:00 am

Per controllare la vista dei bambini è meglio non aspettare troppo tempo: tanti problemi si posso risolvere per tempo se individuati prima dei 4 anni di età. Fissiamo adesso la visita

La Association of Optometrists britannica ritiene che tutti i bambini dovrebbero essere sottoposti a un controllo della vista verso il quarto anno, per individuare eventuali malattie curabili facilmente con una diagnosi precoce. Almeno un quarto dei bambini, invece, arriva alle elementari senza essere mai stato visitato dall’oftalmologo. È un dato allarmante che si è scoperto in seguito a un sondaggio che ha coinvolto 1.200 bambini e ad una survey di optometristi che ha evidenziato il seguente dato: il 74% dei bimbi aveva riscontrato nell’anno precedente dei problemi visivi facilmente trattati se la diagnosi fosse arrivata l’anno prima. Uno dei disturbi più comuni che rientra in questa categoria è l’ambliopia meglio conosciuta come occhio pigro , in cui uno o entrambi gli occhi non riescono a stabilire le giuste connessioni nervose con il cervello. Colpisce un bambino su 50 e se trattata precocemente ci sono ottime possibilità di recupero totale. Se la diagnosi è tardiva, dopo i 7 –8 anni, il risultato funzionale sarà molto più incerto.

 

Quando iniziare i controlli

È importante effettuare controlli specialistici regolarmente. Fin dalla nascita o nei primissimi mesi di vita se nella famiglia esistono problemi oculari ereditari come cataratta  congenita, glaucoma congenito, miopia, astigmatismi o ipermetropie elevate, oppure,  su consiglio del pediatra. Un successivo controllo va effettuato tra i tre ed i quattro anni di età per  valutare l’esistenza  di eventuali difetti visivi e controllare il corretto  sviluppo della funzione visiva. Infine, una visita occorre all’inizio del ciclo scolastico primario. L’esame oculistico  di un bambino, specie  se molto piccolo, non può basarsi sulla collaborazione, ma esistono comunque tecniche  ben note al medico oculista che  consentono  di valutare  la funzionalità  dell’apparato visivo nel suo insieme. Per esempio nella primissima infanzia si utilizza una piccola sorgente luminosa, mentre attorno ai tre anni si possono avere dal bambino informazioni sufficientemente  attendibili sulla sua capacità visiva utilizzando tabelle particolari con  simboli grafici di facile comprensione

 

Come si interviene

Per  consentire una corretta visione  si deve correggere l’eventuale difetto visivo con un adeguato occhiale. Successivamente, in base alla capacità visiva ed al tipo di difetto, potrà essere necessario forzare l’uso dell’occhio pigro ostacolando la visione dell’occhio con la funzione visiva più idonea. Questo si ottiene con l’utilizzo di particolari bende adesive o con l’uso di filtri semitrasparenti da apporre sulla lente dell’occhiale stesso. In questo modo viene stimolato il  cervello a decifrare le informazioni che derivano dall’occhio pigro. Un trattamento di questo tipo richiede ovviamente una collaborazione attenta da parte dei genitori e controlli rigorosi dell’oculista.

 

Sahalima Giovannini

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