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La prima visita dall’oculista

novembre 16, 2009 12:17 pm

Anche in assenza di problemi può essere utile fare un controllo intorno ai tre anni. Una diagnosi precoce offre, infatti, la possibilità di correggere eventuali difetti di vista. Due milioni e mezzo di bambini italiani di età compresa tra i 4 e i 10 anni accusano arrossamenti agli occhi, affaticamento della vista o mal di…

Anche in assenza di problemi può essere utile fare un controllo intorno ai tre anni. Una diagnosi precoce offre, infatti, la possibilità di correggere eventuali difetti di vista.

Due milioni e mezzo di bambini italiani di età compresa tra i 4 e i 10 anni accusano arrossamenti agli occhi, affaticamento della vista o mal di testa nelle ore scolastiche. Eppure quasi un milione e mezzo di loro non si e’ mai sottoposto a una visita oculistica. Sono i dati poco confortanti che emergono da una ricerca condotta dall’Istituto Piepoli e richiesta dalla Commissione difesa della vista, che ha evidenziato come, a una buona salute oculare corrisponda quasi sempre anche un buon rendimento scolastico.

Pochi controlli della vista in età infantile
Secondo lo studio, invece, il 30% dei bambini sottoposti a controlli accusa fastidi agli occhi, mentre il 20% dei genitori italiani non sottopone i propri figli ad una visita oculistica. Se non obbligatoriamente al momento della nascita, quando il medico che valuta lo stato di salute generale del neonato ha l’opportunità di verificare se il bambino presenta alterazioni morfologiche a livello dell’orbita, delle palpebre o del bulbo. L’accurato esame obiettivo, eseguito alla nascita, può rilevare subito la presenza di infezioni tipiche da parto o di anomalie che possono interessare l’occhio. Tuttavia i controlli non possono esaurirsi nella visita alla nascita, poiché è solo attraverso una accurata analisi durante la crescita che molti difetti visivi possono trovare una adeguata soluzione terapeutica. Nello stato americano del Kentucky, ad esempio, una Legge del 2000 che ha reso obbligatorio il controllo della vista nei piccoli che si apprestano ad entrare alle scuole elementari, ha reso possibile scoprire che quasi il 14% dei bambini visitati aveva bisogno di lenti correttive, il 3,4% soffriva di “occhio pigro”, il 2,3% era affetto da strabismo e lo 0,83% era stato colpito da altre patologie oculari. In Italia non esistono obblighi di controllo in tal senso ma rimane in ogni caso, il dovere di ogni genitore di tutelare nel migliore dei modi la salute del proprio figlio. Vediamo allora insieme quali sono i controlli necessari sin dalle prime ore di vita e quali i difetti che, se trascurati, possono generare problemi alla vista dei piccoli.

Lo strabismo dei bambini piccoli
Tutti i bambini alla nascita appaiono un po’ strabici. Lo strabismo in quest’età è quasi sempre determinato dalla particolare struttura del cranio e quindi delle orbite oculari. Detta “patologia” viene definita con il termine di “epicanto”. Con la crescita cambierà la morfologia del viso e quindi questo apparente strabismo tenderà a diminuire. Solo l’accertamento di particolari malformazioni può richiedere una visita oculistica con esame del fondo oculare nei primi giorni di vita.
La presenza di una familiarità per patologie oculari quali glaucoma congenito, cataratta congenita o retinoblastoma (tumore retinico altamente maligno) deve sempre porre il sospetto di una ereditarietà e quindi deve costituire un campanello di allarme. Bisogna ricordare che nei bambini prematuri, si può instaurare, a causa della somministrazione di alte quantità di ossigeno, una sofferenza retinica con anomalie vascolari di notevole rilievo clinico. Questi bambini dovranno essere sottoposti a controlli del fondo oculare molto accurati e sistematici.

Il controllo preventivo dei genitori
Dopo l’esame obiettivo eseguito dal personale medico e paramedico, l’esame quotidiano dei genitori costituisce il momento più importante per verificare l’integrità dell’apparato visivo. L’osservazione della motilità degli occhi e la valutazione dell’acuità visiva devono e possono essere eseguite dai genitori in ambito domestico valutando la capacità di distinguere i giochi, le persone e gli oggetti da parte del bimbo.
I primi anni di vita del bambino costituiscono il cosiddetto “periodo plastico”, momento cioè in cui la funzione visiva va formandosi. Particolari atteggiamenti del capo (ad esempio reclinato da un lato) o dell’occhio, devono essere subito diagnosticati e quindi coretti per ottenere dei buoni risultati finali.

Prima visita intorno ai 3 anni
In assenza di segni premonitori, tutti i bambini dovrebbero eseguire una visita oculistica a circa 3 anni, per valutare la presenza di difetti di vista (refrattivi) che possono passare inosservati agli occhi di un medico non specialista. La visione nel bambino deve essere valutata singolarmente per ogni occhio per essere certi che non esistano squilibri visivi. Oltre alla valutazione della visione è necessario esaminare l’integrità delle strutture anatomiche e valutare la motilità oculare con una visita ortottica che ha lo scopo di evidenziare la presenza di strabismi intermittenti o sindromi oculomotorie particolari. La presenza di difetti rifrattivi molto accentuati, quali miopia o astigmatismo, nei genitori deve sempre far sospettare una possibile e molto probabile ereditarietà.

L’utilità delle visite periodiche
I difetti visivi diagnosticati e trattati nei primi 6-7 anni di vita portano ad un successo terapeutico.
Il riscontro di un difetto di vista, quale miopia, ipermetropia ed astigmatismo e la sua entità giustificheranno la frequenza dei successivi controlli. In assenza di particolari problemi visivi il bambino deve eseguire controlli periodici con scadenza biennale per valutare quanto lo sviluppo sta influendo sull’apparato visivo. Con la crescita va aumentando l’impegno visivo del bambino. La prevenzione costituisce quindi il miglior modo per evitare che si instaurino quadri patologici come l’ “occhio pigro”.

Marina Giulia Bordoni

Ha collaborato:
Dott. Stefano Amodeo
Specialista in Oculistica e Microchirurgia oculare

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