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Gli occhi vanno sempre protetti dai raggi solari

giugno 15, 2017 10:00 am

I raggi solari, il sale dell’acqua del mare, la sabbia e i pollini possono creare problemi agli occhi dei bambini. Vediamo insieme cosa fare in caso di irritazioni e come prevenirle

Sole e acqua di mare

Una delle cause più diffuse dell’irritazione agli occhi dei bambini è l’acqua di mare per il, suo contenuto salino. Mentre si nuota, la salinità dell’acqua non crea alcun tipo di problema anche se entra negli occhi. Quando si esce, invece, l’acqua evapora e si formano dei piccoli cristalli di sale, sono loro a causare bruciore, poiché irritano la congiuntiva, una membrana che riveste le palpebre e la sclera,  il bianco dell’occhio. Per eliminare il problema è sufficiente sciacquare bene gli occhi con abbondante acqua dolce ed eventualmente utilizzare, durante le nuotate, i classici occhialini di protezione. È importante proteggere tutta la zona degli occhi dai raggi solari,  irritanti per gli adulti e per i bambini. La luce del sole colpisce le cellule fotosensibili della retina, aumentando la lacrimazione, una sorta di difesa involontaria dell’occhio: le lacrime, infatti, creano un velo protettivo decongestionando e calmando l’irritazione. Anche le palpebre sono una delle aree  più delicate: la pelle, infatti, è sottile, fragile, priva di ghiandole sebacee a garanzia di una buona idratazione.

 

Come ci si può proteggere?

Quando si portano a spasso i bambini molto piccoli, è bene usare sempre l’ombrello di stoffa sopra il passeggino. Per i bambini e i ragazzi, via libera ad occhiali da sole e berretti con visiera, utilissimi per difendere dai raggi solari, dal vento, dalla polvere e dai moscerini. Per proteggere le palpebre è necessario utilizzare sempre piccole quantità di crema solare ipoallergenica e priva di profumazione, facendo attenzione che non penetri negli occhi. L’irritazione può essere alleviata con impacchi freddi: si fa sdraiare il piccolo con gli occhi chiusi e si appoggiano sulle palpebre garze imbevute di acqua e camomilla o acqua di rose. Quando il bimbo corre sulla spiaggia, gioca e costruisce castelli con la sabbia, oppure quando tira vento, è facile che qualche granello di sabbia entri negli occhi. In casi come questo, è necessario sciacquare con acqua dolce, evitando accuratamente di sfregare l’occhio con le mani. Per essere sicuri che tutti i corpuscoli estranei siano usciti, i genitori devono cercare di rovesciare le palpebre. Per la palpebra inferiore si fa guardare il piccolo verso l’alto, abbassando la palpebra. Leggermente più laborioso è il controllo della parte superiore: mentre il bambino guarda verso il basso, il genitore solleva la palpebra superiore, rovesciandola. Se poi il bambino continua ad avvertire una sensazione di corpo estraneo, meglio rivolgersi al medico: il granello di sabbia, infatti, durante il movimento di apertura e chiusura delle palpebre, strofina contro la cornea e può creare delle microlesioni.

 

Giorgia Andretti

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