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La congiuntivite del neonato, cosa fare

aprile 12, 2017 1:00 pm

Occhi arrossati, secrezione giallastra, difficoltà ad aprire gli occhi: la congiuntivite del neonato è un problema abbastanza frequente. Sono necessari impacchi e farmaci per risolverla

Anche i neonati possono soffrire di congiuntivite, un’ infezione della congiuntiva: la membrana che riveste internamente le palpebre. Nei bambini piccolissimi il disturbo è legato a un’infezione contratta durante il parto per via vaginale. A volte, la donna è soggetta a un’infezione asintomatica, che si trasmette al bambino. Fortunatamente le cure esistono e la congiuntivite non lascia conseguenze al neonato.

 

I  batteri responsabili

Uno dei batteri responsabile  della congiuntivite è la Chlamydia Thracomatis, responsabile della oftalmia da clamidia, un batterio che si trasmette attraverso i rapporti sessuali e che spesso non dà segni di sé. Se la gestante non sa o non ha trattato l’infezione in modo adeguato può contagiare il piccolo senza saperlo.  La congiuntivite può anche essere dovuta a virus, ad esempio l’Herpes simplex o lo zoster, o ancora l’Adenovirus.  In qualche caso, fortunatamente in rarissimi casi,  può essere responsabile il batterio Neisseria gonorrhoeae,  causa nella donna di una malattia grave, la gonorrea. La congiuntivite del neonato può compare dopo alcune ore dal parto e fino a qualche giorno dopo la nascita. Si manifesta con gonfiore delle palpebre, secrezioni giallastre e collose che rendono impossibile aprire gli occhi al piccolo oltre all’arrossamento della sclera, la parte bianca dell’occhio. Al primo accenno dei sintomi è bene portare il neonato dal pediatra o farlo vedere dal neonatologo della clinica, i sntomi in un neonato non vano mai sottovalutati.

 

Come affrontare il problema

La visita pediatrica è necessaria  per stabilire l’eventuale terapia della congiuntivite a base di pomate e colliri. Nel caso il medico abbia ragione di credere che si tratti di congiuntivite batterica, prescriverà un collirio a base di antibiotici, di solito eritromicina e cefriaxone. Il farmaco va instillato in entrambi gli occhi del piccolo, due o tre volte al giorno per cinque-sei giorni. È necessario armarsi di pazienza, perché il neonato ovviamente non collabora, quindi prima di questa operazione è opportuno tenergli ben aperte le palpebre dopo essersi lavati le mani accuratamente. Quindi si versano le gocce secondo le indicazioni del pediatra. Se si hanno difficoltà con il collirio, si può chiedere di utilizzare un prodotto in crema, più semplice da applicare.

 

L’igiene degli occhi è fondamentale

Prima di applicare il farmaco, è necessario pulire accuratamente gli occhi del neonato, per rimuovere le secrezioni. In questo  il prurito si attenua un poco e il  farmaco agisce al meglio. È possibile effettuare lavaggi con semplice soluzione fisiologica già pronta oppure, preparando una tisana  base camomilla. Si immerge una bustina in acqua bollente, si lascia in infusione per mezz’ora dopo aver spento il fuoco, quindi si immerge una garza sterile, è preferibile evitare il cotone e si inizia a detergere gli occhi del neonato. Iniziare a detergere l’occhio sempre dall’angolo interno procedendo verso l’esterno, passando più volte cambiando la  garzina  per l’altro occhio. Anche il latte materno sembra efficace contro la congiuntivite per il naturale effetto antibatterico. È consigliabile applicarne qualche goccia negli occhi del piccolo. Nel giro di qualche giorno il problema dovrebbe scomparire.

 

Giorgia Andretti

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