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Sindrome dell’occhio secco colpa di PC e smartphone

aprile 6, 2017 10:00 am

Gli occhi dei bambini e dei ragazzi, già a rischio per colpa delle allergie di primavera, possono soffrire di secchezza e bruciore a causa dell’uso eccessivo dei dispositivi tecnologici

Bruciore e prurito insistente, lacrimazione irregolare e nei casi più seri dolore e fastidio come per la presenza di un corpo estraneo negli occhi, parliamo della sindrome dell’occhio secco, un disturbo dell’occhio tra i più ignorati e sottovalutati secondo l’OMS, ma sempre più diffuso anche tra i giovanissimi a causa dell’utilizzo di smartphone e tablet. Basti solo pensare che, tra i bambini, l’80% dei piccoli  già fra i tre e i cinque anni è in grado di usare il telefonino di mamma e papà, l’11% a 10-11 anni ha uno smartphone e il 4% un tablet.

 

Una settimana per la prevenzione dell’occhio secco

La denuncia arriva dal Centro Italiano Occhio SeccoCIOS – che con il patrocinio della Società Oftalmologica ItalianaSOI – dal 3 al 7 aprile promuove la – Campagna nazionale di prevenzione e cura dell’occhio secco – a cui hanno aderito Centri ospedalieri a Roma, Catania, Napoli, Milano e Varese, con la promozione di visite gratuite per appuntamento a tutti coloro che contattano il sito www.centroitalianoocchiosecco.it  Infatti, non è sufficiente ricorrere a colliri e lacrime artificiali, che alla lunga possono creare disturbi: è opportuno effettuare esami specifici e terapie d’avanguardia anche per la rigenerazione delle ghiandole lacrimali palpebrali. In Italia di occhio secco ne soffre il 90% delle donne in menopausa, a causa della caduta ormonale,  e il 25% degli over cinquanta con alti costi professionali ed economici pari a 600 euro all’anno per ciascun malato.

 

A rischio chi sta troppo sui video

Le cause generali  della sindrome dell’occhio secco vanno ricercate in più ambiti come: inquinamento dell’aria, menopausa, uso continuo di lenti a contatto e il fumo di sigaretta al quale recentemente  si è aggiunto l’abuso di smartphone e tablet. L’occhio secco è infatti una sindrome con diverse concause ma è provocata dal malfunzionamento della ghiandola lacrimale: le palpebre, aprendosi e chiudendosi circa quindici mila volte il giorno, distribuiscono in modo uniforme e continuo il film lacrimale sulla superficie dell’occhio, favorendone la lubrificazione. Tenendo la testa inclinata sullo smartphone per ore, la posizione porta ad aprire di più le palpebre e quindi causa maggiore evaporazione del film lacrimale. Inoltre, la concentrazione sul video porta ad ammiccare sempre meno, e alla fine le ghiandole lacrimali non funzionano più, atrofizzandosi. Inizia così la sindrome dell’occhio secco. Bisogna insegnare a tutti, soprattutto ai bambini, a usare lo smartphone con più accortezza e responsabilità, anche per la salute degli occhi.

 

Un problema che si accentua in primavera

Il film lacrimale protegge la cornea dalle infezioni e favorisce la rapida rimozione di eventuali corpi estranei. Il problema dell’occhio secco si può accentuare ancora di più proprio in questo inizio di primavera, ed è spesso è presente nelle congiuntiviti allergiche. Per una corretta gestione della problematica è essenziale il ruolo dell’oculista come esperto di riferimento. Proprio nei casi più comuni di secchezza oculare, quali quelli legati alle allergie, è utile l’uso di un sostituto lacrimale che, oltre a diluire e allontanare l’allergene, vada ad agire sull’instabilità lacrimale, il danno epiteliale e l’infiammazione, a base di trealosio, un disaccaride con proprietà protettive, antiossidanti e idratanti, e di acido ialuronico, ialuronato sodico, un polisaccaride con proprietà di ritenzione dell’acqua,  in grado di prevenire la denaturazione delle proteine, la degradazione dei lipidi, e di idratare e lubrificare la superficie corneale.

 

Lina Rossi

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