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Alle origini della miopia

febbraio 27, 2006 12:00 pm

Ecco le caratteristiche di un diffusissimo difetto della vista che rende sfocate le immagini lontane. Con il termine miopia si fa riferimento al più frequente difetto refrattivo giovanile. Questa “patologia” determina una visione in lontananza offuscata a fronte di una ottima visione da vicino. Questa peculiare caratteristica è determinata dalle caratteristiche ottiche dell’occhio miope. La…

Ecco le caratteristiche di un diffusissimo difetto della vista che rende sfocate le immagini lontane.

Con il termine miopia si fa riferimento al più frequente difetto refrattivo giovanile. Questa “patologia” determina una visione in lontananza offuscata a fronte di una ottima visione da vicino. Questa peculiare caratteristica è determinata dalle caratteristiche ottiche dell’occhio miope. La lunghezza media di un bulbo oculare di un soggetto adulto normale è di circa 30 cm. Questa lunghezza permette alla luce, che entra nell’occhio, di venire focalizzata sulla retina, la membrana sensoriale dell’occhio. Le immagini esterne percepite dal nostro occhio giungono a livello della retina grazie alla luce: i raggi luminosi entrano nell’occhio attraversando la cornea, il cristallino ed il vitreo fino a “stamparsi” sulla retina. Questa sottilissima membrana riveste internamente la superficie del bulbo oculare.
L’occhio è costituito da mezzi diottrici a diverso potere di refrazione, cioè da lenti naturali che permettono di focalizzare, mettere a fuoco, l’immagine sulla retina.

Il bulbo oculare dell’occhio miope è leggermente “più lungo” rispetto al normale, quindi i raggi luminosi convogliati dalla cornea e dal cristallino sono messi a fuoco leggermente davanti alla retina (il potere di far convergere i raggi luminosi resta invariato nel miope). E’ come se, facendo una foto con una macchina con obbiettivo manuale, noi sbagliassimo la messa a fuoco e l’oggetto fotografato non fosse nitido.
Essendo quindi fissa la messa a fuoco da lontano, dobbiamo aggiungere una lente (gli occhiali) di fronte all’occhio per compensare quella “sfocatura” che la cornea ed il cristallino non possono correggere.

In caso di una miopia di lieve entità il bambino riesce a vedere meglio “strizzando” gli occhi. Questo “socchiudere gli occhi” determina una riduzione dei raggi luminosi periferici dell’immagine, i quali provocano una maggiore sfocatura rendendo più nitida l’immagine.
L’uso delle lenti correttive serve a compensare la messa a fuoco fisiologica dell’occhio e una diagnosi precoce, in età pediatrica, permette a volte di ottenere dei miglioramenti.
Essendo la miopia determinata dalla lunghezza assiale dell’occhio: più la lunghezza sarà maggiore, rispetto al normale, più saranno “forti” le lenti da apporre di fronte all’occhio per rendere nitide le immagini.

Negli ultimi anni è notevolmente cresciuto il ricorso alla correzione chirurgica delle miopia. Questa soluzione, programmabile in età adulta, prevede due modalità: una incisione radiale sulla cornea o una ablazione parziale del tessuto corneale attraverso il laser.
E’ questa la tecnica più usata che assicura risultati positivi superiori al 90 per cento e complicazioni trascurabili.

 

Dott. Stefano Amodeo
Specialista in Oculistica e Microchirurgia oculare

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