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Ipermetropia, difficoltà nella visione da vicino

novembre 30, 2015 3:33 pm

L’ipermetropia è un deficit visivo molto diffuso nei bambini, spesso passa inosservato e con gli anni scompare. Se questo non succede, è necessario ricorrere agli occhiali.

L’ipermetropia è un difetto di rifrazione assai diffuso tra i bambini piccoli. A causa della forma del bulbo oculare, si presenta allungato verso l’alto anziché sferico, quindi è un po’ troppo corto. Il bambino quindi percepisce in modo sfocato le immagini da vicino, mentre non ha problemi nella visione da lontano. Spesso il disturbo si risolve da solo con il passare degli anni, quando l’occhio, con la crescita, assume una forma più tondeggiante.

Difficile la visione da vicino
L’ipermetropia può essere provocata, oltre che da un bulbo oculare troppo corto, da una cornea di forma troppo appiattita: l’occhio non è in grado di accomodare, cioè di aumentare la curvatura del cristallino e quindi il fascio di luce che arriva dall’esterno viene messo a fuoco dietro il normale focus della retina. La visione risulta annebbiata soprattutto da vicino. Non solo: i bambini con ipermetropia possono essere soggetti a lacrimazione, mal di testa e nervosismo. Se il problema non è affrontato in modo adeguato, il piccolo con ipermetropia potrebbe avere disturbi di apprendimento, poiché non riesce a leggere con chiarezza da vicino, fatica a disegnare e questo è per lui una fonte di disagio. Ecco perché è importante rivolgersi a un oculista pediatrico nel caso in cui il bambino manifesti un disagio, che purtroppo, non sempre riesce a spiegare a parole, soprattutto quando è molto piccolo. Stanchezza, nervosismo e pianto immotivato vanno segnalati al pediatra che aiuterà i genitori a chiarire l’origine del problema. E anche se non sembrano esserci difetti visivi, a 5 anni, prima dell’ingresso a scuola, i bambini andrebbero sottoposti a visita da uno specialista in oftalmologia pediatrica.

Come si può intervenire
La visita dello specialista è essenziale perché qualche volta all’ipermetropia si possono associare forme di occhio pigro. In altre parole, se un occhio non vede bene o vede meno bene dell’altro, il cervello tende a scartare le immagini provenienti dall’occhio più debole, il quale poco per volta smette di funzionare. In questo caso è necessario mantenere in attività l’occhio con il difetto, coprendo momentaneamente quello sano e obbligando il cervello ad accettare le uniche immagini che riceve: in questo modo l’occhio riprende a funzionare senza problemi. Per quanto riguarda le cure per l’ipermetropia, nei casi più lievi non è necessario ricorre agli occhiali perché, crescendo, il bulbo oculare si allunga riprendendo la forma fisiologica naturale, questo fa sì che anche la cornea assuma una forma più regolare. Se questo non succede si possono indossare occhiali specifici, le lenti specifiche hanno l’effetto di rendere l’occhio un po’ più grande. Nei casi più seri e solo per gli adulti, esiste l’intervento chirurgico con il laser, che interviene sulla cornea per rimodellarla rendendola più curva.

Sahalima Giovannini

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