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Le lenti a contatto per bambini e ragazzi

novembre 10, 2015 9:21 am

Un bambino miope o astigmatico può indossare le lenti a contatto, a patto che le sappia gestire con sufficiente maturità e che le alterni sempre a un buon paio di occhiali.

C’è chi le indossa perché non ama mettere gli occhiali, chi le porta solo per fare sport o, nel caso dei ragazzini più grandi, solo in occasioni speciali per uscire con gli amici. Sta di fatto che sono sempre più numerosi i ragazzini che usano le lenti a contatto. Questo aumento della frequenza è anche legato al fatto che, secondo le ultime indagini, sono sempre più numerosi i bambini con problemi di miopia, anche per le troppe ore trascorse in casa e per la prolungata visione, da vicino, di videogiochi e piccole consolle. Se si sta valutando la possibilità di proporre le lenti a contatto al proprio figlio, è bene tenere conto, in primo luogo, del suo desiderio di indossarle ma soprattutto chiedere il parere dell’oculista pediatrico e del contattologo, il tecnico esperto che insegna la gestione corretta di questi piccoli dispositivi.

Lenti a contatto, di che cosa si tratta
Le lenti a contatto sono piccoli dispositivi simili a dischetti di forma concava. Ne esistono di due tipi: le morbide e le semi-rigide gas permeabili. Anni fa esistevano anche le lenti rigide oggi utilizzate solo in casi particolari perché sono poco confortevoli. Le lenti a contatto sono realizzate in speciali plastiche anallergeniche per non creare disturbo all’interno dell’occhio. Le lenti morbide sono composte da polimeri di plastica altamente porose per questo trattengono alcune percentuali di acqua. Sono più grandi rispetto alle semi-rigide e poiché sono morbide avvolgono l’iride senza creare fastidio. Non si muovono nemmeno quando chi le indossa si tocca gli occhi oppure compie movimenti improvvisi: per questo motivo sono più adatte ai bambini e ai ragazzi durante la pratica dell’attività sportiva. Le lenti semi-rigide sono realizzate totalmente in plastica e non assorbono acqua. Più piccole rispetto alle morbide, si spostano più facilmente con i movimenti dell’occhio e possono quindi andare fuori posto. Per questa ragione non sono adatte per la pratica dell’attività sportiva, durante la quale si compiono spesso movimenti improvvisi con gli occhi.

Quando proporre le lenti ai bambini
La scelta delle LAC nei bambini va effettuata in base a una serie di criteri. In primo luogo va considerata l’età: le ultime linee guida USA in merito all’utilizzo delle lenti a contatto nei bambini suggeriscono di attendere 12 anni di età, quando un ragazzino è più responsabile e maggiormente in grado di gestire adeguatamente questi piccoli dispositivi. A questa età, inoltre, maschi e femmine iniziano a dare una certa importanza all’aspetto fisico e non tutti si apprezzano con gli occhiali, anche se oggi le montature sono gradevoli e le lenti abbastanza sottili anche per le miopie più elevate. Ci sono però casi di bambini già molto miopi a 8-9 anni e in questo caso l’occhiale non sempre viene accettato bene. Le lenti a contatto hanno anche il merito di garantire una visuale migliore rispetto agli occhiali: di conseguenza un bambino molto deciso e motivato può essere in grado di occuparsi in modo corretto delle lenti a contatto, anche se è sempre consigliabile la presenza dell’adulto durante le fasi dell’igiene e nel posizionamento.

Meglio le morbide da gettare alla sera
Indipendentemente dalle motivazioni della scelta, è meglio orientarsi sulle lenti usa e getta giornaliere: si portano qualche ora al giorno e poi si gettano via la sera. In questo modo il rischio di eventuali infezioni è ridotto al minimo. Le LAC morbide hanno infatti il limite di assorbire acqua e, con essa, anche eventuali germi e impurità. Per questo è meglio usare il tipo usa e getta. Il rischio di contaminazione dall’esterno è praticamente inesistente con le lenti semi-rigide, che sono in plastica inorganica e quindi non assorbono le impurità. Durano anche anni e, secondo alcuni studi, contribuiscono a rallentare la progressione della miopia anche se i pareri in merito sono però discordanti. Vanno pulite accuratamente con i liquidi appositi e riposte in un contenitore che va lavato ogni giorno e riempito anch’esso con un liquido di conservazione. Sono più indicate per essere indossate dai ragazzini più grandicelli, ogni decisione, comunque, va valutata con l’oculista e con il contattologo.

Giorgia Andretti

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