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Diagnosi di epilessia in aumento nei bambini ma buone nuove in arrivo

maggio 4, 2015 9:53 am

Il disturbo epilettico nei bambini è in aumento ma per fortuna ci sono novità rassicuranti dalla ricerca scientifica. Sono stati scoperti nuovi marcatori per individuare per tempo la malattia così da intervenire prima possibile.

Nuove speranze nella lotta a una delle malattie neurologiche più frequenti, l’epilessia, che colpisce un numero sempre più elevato di persone, solo in Italia riguarda circa 500mila persone. E’ il messaggio positivo lanciato dalla Società Italiana di Neurologia – SIN in occasione della Giornata Nazionale per l’Epilessia, che si è celebrata proprio ieri, domenica 3 maggio. L’epilessia è riconosciuta come malattia sociale per la sua elevata incidenza. Ogni anno si registrano nel nostro Paese 25.000 nuovi casi, principalmente tra bambini, adolescenti e over 65. Si stima che, nel mondo, da 5 a 10 persone su 1.000 siano affette da questo disturbo neurologico. La sintomatologia è caratterizzata da attacchi improvvisi e transitori che si manifestano sotto forma di convulsioni e turbe sensoriali e cognitive. L’epilessia può presentarsi a qualunque età e per cause diverse: genetiche, neoplastiche, traumatiche, vascolari o infettive, sebbene la sua origine rimanga molto spesso sconosciuta e senza cause apparenti.

Nuovi bio-marker per la diagnosi precoce
Una delle prime novità è che oggi è possibile conoscere le caratteristiche cliniche dell’epilessia e, in molti casi, eventuali biomarkers grazie a esami di laboratorio o di altro tipo, quali elettroencefalogramma o risonanza magnetica. Questi sono in grado di predire, sin dalla diagnosi iniziale, l’andamento della malattia nelle sue diverse forme, da quelle più benigne a quelle che possono beneficiare solo di trattamento chirurgico. Un traguardo affascinante ed incoraggianti per i medici e i ricercatori, che rappresenta uno strumento fondamentale per i pazienti e, soprattutto, per quel 25-30% delle persone che sviluppa un’epilessia farmaco-resistente. Sebbene andamento e prognosi dell’epilessia siano variabili, i malati, se adeguatamente curati, possono condurre una vita normale, attiva e produttiva. Allo stesso modo, il binomio gravidanza ed epilessia non rappresenta più un tabù: le donne con un progetto genitoriale, se opportunamente informate e seguite da uno specialista neurologo o psichiatra, possono affrontare con serenità la gravidanza e concepire figli sani.

Quali farmaci sono disponibili
L’epilessia si diagnostica, oltre che con l’esame neurologico e amnestico, con l’elettroencefalogramma e la Risonanza Magnetica. Non esiste soltanto una forma di malattia, ma vari tipi più o meno seri. Tutti, oggi, per fortuna sono curabili. L’epilessia si cura con la somministrazione di farmaci che evitano o riducono la frequenza delle crisi, diminuendo l’iperattività delle cellule cerebrali: tra essi, la carbamazepina e l’acido valproico, il dosaggio dei farmaci va stabilito soltanto sotto controllo medico in rapporto al peso e all’età. Con l’andare del tempo, anche diminuendo la somministrazione dei farmaci, le crisi tenderanno a presentarsi con frequenza sempre minore. Può considerarsi completamente guarito solo chi non è più soggetto a crisi, anche se la terapia farmacologica deve essere assunta per lunghissimi periodi. Non in tutti i casi si riesce ad eliminare completamente le crisi: tuttavia, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, è possibile renderle meno improvvise e più controllabili.

Dott.ssaRosalba Trabalzini
Psichiatra, psicologa clinica, psicoterapeuta

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