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La depressione nell’infanzia: sempre più minori ne manifestano i sintomi

febbraio 25, 2015 9:30 am

La depressione è un problema reale oggi e nei prossimi anni sarà il disagio cronico più diffuso a livello mondiale. La prevenzione è quindi d’obbligo soprattutto verso i minori, i sintomi sono in aumento proprio tra di loro.

Depressione è una parola alla quale si associano sentimenti negativi al solo pronunciarla. Non si dovrebbe accompagnare quindi ai periodi più belli della vita: l’infanzia o la maternità. Invece, la depressione infantile e il post partum sono due realtà molto diffuse e sinergiche, addirittura in aumento e possono letteralmente compromettere la serenità in un momento in cui è più che mai necessario essere psicologicamente pronti a reagire a qualsiasi situazione.

Il legame tra bullismo, dipendenze e depressione
La sempre maggiore diffusione della depressione infantile e del post partum è una realtà non solo in Italia, ma anche in molti paesi europei e negli Stati Uniti. In Inghilterra una mamma celebre è scesa in campo per dare il suo contributo verso i bambini più deboli. Si tratta di Kate Middleton, la Duchessa di Cambridge e futura regina della Gran Bretagna, mamma di un bimbo di due anni e in attesa del suo secondo bambino. La duchessa ha registrato un video messaggio, di cui la BBC ha mandato in onda qualche minuto, per sensibilizzare l’opinione pubblica britannica sul dramma dei bambini affetti da depressione ed ansia, vittime a loro volta anche di tossicodipendenza e bullismo: due realtà troppo spesso correlate. L’invito a prestare attenzione al disagio dei più giovani, evitando che venga ignorato e che si trasformi quindi in qualcosa di ben più serio, trova un riscontro anche nel nostro paese, dove sono in aumento le malattie psichiatriche nei ragazzi anche giovanissimi, di età tra 10 e 19 anni, provocate da abuso di alcol e sostanze stupefacenti. A lanciare l’allarme è la Società Italiana di Psicopatologia – SOPSI, di questa emergenza se ne parlerà in occasione del 19mo Congresso nazionale.

Depressione sempre più diffusa tra bambini e ragazzi
Gli esperti della Società spiegano che l’assunzione di droghe, oltre agli effetti immediati provoca seri danni al cervello. Inoltre, nelle persone predisposte, aumenta fino a 5 volte il rischio di sviluppare gravi malattie psichiatriche, in Italia schizofrenia e disturbo bipolare colpiscono circa 2 milioni di persone. La droga compromette il funzionamento del sistema nervoso centrale: il suo abuso è dunque associato ad un elevato rischio di disturbo mentale e, in soggetti predisposti, le sostanze assunte regolarmente possono provocare alterazioni anatomiche della massa cerebrale. In questi ultimi anni, tra i ragazzi sotto i 20 anni si registra un numero sempre più elevato di domande di aiuto per ansia e disturbi depressivi, spesso accompagnati da eccesso di alcol e droghe. I problemi, però, iniziano purtroppo ben prima dell’età adolescenziale: molti bambini iniziano ad avere problemi depressivi già alla scuola elementare. Si tratta di un disturbo non semplice da riconoscere, spesso viene sottostimato perfino dagli stessi genitori, i quali ritengono che sia una fase difficile ma il bambino potrà presto superare.

La depressione di un bambino spesso inizia dopo la nascita
Atteggiamenti come apatia, stanchezza, disturbi del sonno, sonnolenza eccessiva o, al contrario, risvegli frequenti durante le notte, disinteresse verso quello che prima era considerato piacevole, sono tutti sintomi da non sottovalutare dai genitori: potrebbero essere la spia di un problema depressivo o anche di una forma di ansia legata a un episodio ripetuto di bullismo. In ogni caso, è bene segnalarlo al pediatra che potrà suggerire un percorso di approfondimento anche presso lo specialista neuro-psichiatra. È bene effettuare anche un percorso anamnestico sui primi anni di vita del bambino, prendendo in considerazione la salute psicologica della mamma. Una donna che, dopo la gravidanza, ha avuto problemi di depressione, può inconsapevolmente aver gettato le basi per una forma depressiva del figlio. Questo succede se la depressione post partum non viene diagnosticata e quindi non trattata adeguatamente e soprattutto non velocemente. Una mamma depressa, infatti, non riesce a instaurare una relazione affettivamente valida con il figlio neonato, per quanto si occupi di lui dal punto di vista organizzativo e materiale. La depressione infantile e i problemi dell’adolescenza, dal bullismo all’alcolismo fino alle varie dipendenze, possono essere prevenute con il riconoscere e il curare i problemi di depressione e ansia della mamma. Per saperne di più sulla depressione post-partum e le conseguenze correlate leggere qui

Giorgia Andretti

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