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L’intelligenza mette il turbo se i bambini dormono anche il pomeriggio

febbraio 2, 2015 10:45 am

Il riposo pomeridiano è fondamentale, soprattutto per i bambini in fase di sviluppo del sistema neuro-psico-biologico, è indispensabile almeno fino ai tre anni di età e si protrae anche oltre, ben venga.

Il pisolino pomeridiano è un’abitudine tutta mediterranea che oggi, però, viene rivalutata anche dalle efficienti culture di stampo anglosassone. Un buon sonnellino pomeridiano sembra sia la chiave per acquisire una super memoria aiutando di fatto i bambini nei processi di apprendimento, facilitando quindi il lavoro alla scuola per l’infanzia e anche più avanti. Avverrebbe proprio durante il sonno, infatti, la creazione di nuove sinapsi, o meglio le connessioni tra i neuroni, le cellule cerebrali.

Dormendo si memorizza e si impara
Lo ha dimostrato uno studio condotto dall’università di Sheffield, e pubblicato sulla rivista dell’Accademia di scienze americana – PNAS, il miglior momento per apprendere e memorizzare è appena prima di dormire, ed è molto importante anche per questo risultato leggere libri e fiabe prima dell’addormentamento. La ricerca effettuata su 216 bambini tra i 6 e 12 mesi ha mostrato che questi non riuscivano a ricordare nuovi compiti e azioni, come per esempio giocare con i burattini, se poi non facevano poco dopo un lungo sonno. Il gruppo è stato diviso in due: metà dei bambini dormiva fino a 4 ore dopo che gli erano state spiegate le cose nuove, mentre il resto non dormiva o riposava meno di 30 minuti. Il giorno dopo ai piccoli è stato chiesto di ripetere quello che era stato loro insegnato. Si è potuto notare che, in media, chi aveva fatto un buon e lungo sonno riusciva a ripetere un compito e mezzo, mentre chi aveva dormito poco o niente non riusciva a farne nessuno. Tutto questo conferma i risultati di un recente studio secondo il quale le nuove connessioni tra le cellule cerebrali si formano proprio durante il sonno, come anche ben descritto nel libro della dott.ssa Rosalba Trabalzini – La guida per comprendere il comportamento dei nostri figli link al libro . Il risltato della ricerca quindi sostiene: chi dorme dopo aver imparato qualcosa di nuovo, apprende bene, mentre i piccoli privati di un buon e ristoratore sonno non impara affatto.

Abituiamo i bambini a dormire meglio
È quindi importante, da parte di chi accudisce un bambino, stimolare e garantire una quantità e quantità del sonno adeguata. È necessario abituarli ad andare a letto presto, non oltre le 21, assecondando i ritmi della famiglia alle loro esigenze. Se possibile la cena non dovrebbe essere consumata roppo tardi, mai oltre le 20 per dare all’organismo la possibilità di digerire. Vanno preferiti piatti semplici e cucinati senza grassi e sale, in modo da rendere la digestione veloce. In casa va creato un ambiente ovattato: abbassando la televisione e smorzando le luci intense così da favorire il rilassamento del bambino. Altrettanto importante è, almeno fino ai tre anni di età, il riposino pomeridiano. Come è stato spiegato nella ricerca degli esperti, dormire dopo le attività del mattino aiuta a fissare nel cervello le esperienze apprese, facendone tesoro per il futuro. Inoltre, staccando i contatti per un po’ il cervello si resetta e si prepara ad apprendere meglio nelle attività pomeridiane. È quindi opportuno ricreare le condizioni per un riposo pomeridiano abbastanza lungo. Al nido e alla scuola per l’infanzia solitamente esiste la possibilità di riposare in un ambiente tranquillo. Anche a casa, però, quando i bambini sono un po’ più grandicelli, sarebbe bene abituarli a riposare nel pomeriggio, per lo meno ogni tanto, almeno nel fine settimana quando i ritmi sono più rilassati e si può contare sulla presenza di mamma e papà e la lettura di un buon libro, tutto questo aiuterà il bambino a scivolare nel sonno.

Giorgia Andretti

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