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Cani e gatti ma anche altri animali possono aiutare i piccoli autistici

gennaio 14, 2015 10:27 am

Gli animali domestici danno affetto senza chiedere nulla in cambio, sono fedeli e amici insostituibili, vengono per questo utilizzati sempre più spesso nella pet-therapy. I piccoli autistici sono i più recettivi.

L’autismo è una malattia neuro-psichiatrica le cui cause sono largamente sconosciute. I piccoli pazienti mostrano una marcata alterazione dell’integrazione sociale, della comunicazione e del linguaggio, nonché interessi ristretti e comportamenti stereotipati. L’incidenza della malattia varia da 2 a 5 persone ogni 1000, a seconda dei criteri diagnostici impiegati. I maschi ne sono colpiti con un tasso dalle due alle quattro volte superiore rispetto al sesso femminile; si manifesta quasi sempre entro i primi 3 anni di vita. I sintomi di questa malattia sono difficoltà a mettersi in contatto con il mondo esterno, problemi del linguaggio e dell’espressione ed isolamento globale. La diagnosi va effettuata da esperti ed è necessario intraprendere un percorso di sostegno con psichiatri e pedagogisti esperti in grado di seguire il bambino e favorire il più possibile una qualità di vita serena e soddisfacente.

Un aiuto dagli animali domestici
Un animale domestico, il cane ma non solo, può aiutare i bimbi autistici a migliorare le relazioni sociali. E’ quanto emerge da una ricerca dell’Università del Missouri, negli Usa, pubblicata sulla rivista Journal of Autism and Developmental Disorders. Gli studiosi hanno analizzato 70 famiglie con bambini o ragazzi autistici di età compresa tra gli 8 e i 18 anni: quasi il 70 per cento aveva un cane e i risultati della ricerca hanno mostrato quanto sia importante la presenza del pets: l’interazione dei bambini migliorava in maniera significativa. Non solo, è emerso inoltre, che si verificavano progressi nella socializzazione anche con altri animali domestici, come il gatto, componente aggiunto di metà delle famiglie, i pesci, i conigli i rettili e gli uccellini. I cani vanno benissimo anche se alcuni bambini autistici riescono a stabilire un legame forte con altri animali domestici, come conigli e gatti, prova del fatto che non solo il cane riesce a dare benefici a chi è affetto da questo disturbo.

Con gli animali, vietato improvvisare
È bene comunque ricordare che un cane, un gatto o un qualsiasi altro essere vivente non va adottato nella convinzione che aiuti il bambino. Si tratta infatti pur sempre di un essere vivente, non di un peluche ma di una creatura che va nutrita, seguita, portata dal veterinario ed alla quale va dato affetto e calore. Troppo spesso si adotta un animale con leggerezza, proprio per far felice un bambino, per poi scoprire che l’impegno, di tempo e di denaro, è troppo gravoso e l’animale viene abbandonato. Questo discorso vale ancora di più quando si parla di bambini con autismo, a causa della loro patologia possono avere reazioni improvvise, alzare la voce o manipolare in modo un po’ eccessivo la bestiola. E questa possibile reazione all’interazione non va dimenticata, potrebbe esserci una reazione improvvisa da parte del pets ed usare unghie e denti sul bambino. Insomma, le notizie come quella che è riportata, vanno lette con buon senso. Meglio non prendere un animale, qualunque esso sia, per aiutare un bimbo con autismo se non si ha la certezza che la bestiola possa diventare, per sempre, un membro della famiglia. È allora meglio, piuttosto, rivolgersi a centri specializzati per la pet therapy con animali già abituati a questo trattamento. Il pediatra, oppure gli specialisti del centro che seguono il piccolo con autismo, sapranno fornire tutte le indicazioni necessarie. Infatti per la pet therapy è necessario che siano messi a contatto con i bambini cani, gatti e anche cavalli molto pazienti e di indole docile, che non si ribellino e sappiano creare con il bambino un prezioso rapporto di aiuto e di interazione.

Giorgia Andretti

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