prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

DSA: il sottile confine nell’applicazione della legge 170/10 e la 104/92

maggio 10, 2013 9:30 am

Lo scorso ottobre è stata pubblicata la legge n° 170/10 avente per oggetto i Disturbi Specifici di Apprendimento a tutela del percorso didattico dei ragazzi dislessici. E’ davvero valida o è solo un modo per coprire altre mancanze?

Disgrafia, dislessia, discalculia e disortografia: si tratta, rispettivamente, delle difficoltà di alcuni ragazzi nell’espressione scritta, nella lettura e nel fare calcoli. Secondo una definizione scientifica, i Disturbi Specifici di Apprendimento, sono un problema diffuso tra i bambini e ragazzi. Se non diagnosticati per tempo e in modo corretto, possono incidere pesantemente sul rendimento scolastico causando spesso abbandoni precoci: alcune volte si tratta di veri e propri talenti sprecati, visto che i ragazzini con questi problemi hanno un’intelligenza nella norma, se non superiore alla media. Per favorire un corretto approccio scolastico ai bambini con questi problemi, è stata approvata una legge specifica per differenziare i DSA dalle forme di handicap fisico: l’obiettivo è fare in modo che questi disturbi vengano diagnosticati in modo adeguato e che i bambini sofferenti ricevano il giusto sostegno.

Che cosa dice la legge
La Legge 170/10 ovvero – Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico – è stata sostenuta con ferma convinzione dalle associazioni attive sul problema della dislessia. Stiamo parlando di una legge nata come una evoluzione alla Legge Quadro sulla disabilità: la 104/92 e che tuttavia se ne differenzia perché riguarda il diritto allo studio tutelato in modo diverso. Nel primo articolo la dislessia, la discalculia, la disgrafia e la disortografia vengono considerati dalla legge come disabilita. Nel secondo articolo vengono indicate le finalità incentrate su interventi precoci, la sensibilizzazione delle famiglie ed il diritto all’inclusione scolastica e sociale. Nel terzo articolo si parla dell’individuazione precoce dei DSA, anche dalla scuola previo avviso alle famiglie. Viene inoltre sottolineato il compito delle ASL al rilascio delle certificazioni necessarie mentre sarà compito del Ministero avviare degli screening nelle scuole per individuare i bambini a rischio, il cui esito non è la diagnosi. Il quarto articolo stabilisce quali debbono essere le attività formative per il personale dirigente e docente delle scuole sempre finalizzando il tutto all’individuazione precoce dei disturbi. Negli altri articoli si stabilisce, inoltre, di come gli alunni con diagnosi di DSA possano utilizzare mezzi compensativi e dispensativi di flessibilità didattica, come il computer e che possano disporre di tempi più lunghi per lo svolgimento delle prove. Si prevede la flessibilità di orario di lavoro per i genitori di alunni con DSA limitatamente al primo ciclo di istruzione , ovvero, fino alla terza media, al fine di permettere l’assistenza di attività scolastiche a casa. Tale flessibilità deve essere regolata in concreto dai Contratti Collettivi di Lavoro.

Una legge che non convince tutti
Come succede nel nostro paese, però, non sempre alla buona volontà seguono fatti concreti. Il pensiero di alcuni insegnanti è che nella Legge 170/10 si parla di DSA come di problemi nettamente distinti dalla disabilità. Le norme sulla disabilità sono regolamentate dalla Legge 104/92, ovvero, disturbi dell’apprendimento da parte di studenti con Bisogni Educativi Speciali i quali presuppongono la stesura di un piano didattico individualizzato e l’affiancamento di un docente di sostegno. C’è però un problema: mentre in precedenza anche i DSA avevano diritto al sostegno, da qualche anno, a causa dei tagli alla scuola, non è più prevista la figura del docente di sostegno. La legge 170 sostiene che il consiglio di classe individua l’alunno con DSA, ne dà comunicazione alla famiglia e si attiva per la stesura del Piano Didattico Personalizzato il “PDP” indicando anche gli strumenti compensativi, le misure dispensative e le forme ed i tempi di verifica e valutazione. Quindi niente più sostegno. È vero che i DSA non sono forme di disabilità fisiche, come ben chiarisce la legge, ma proprio definendoli “disturbi specifici di apprendimento” viene tolto il sostegno ai ragazzi con DSA sostenendo che non era così grave da giustificarne la presenza e poi è stata progettata una legge per tutelarli. Si tratterebbe, insomma, di una “pezza a colori”: un contentino per ragazzi con DSA e per i loro genitori che non si traduce, nei fatti, in un intervento davvero concreto in aula. Per concludere, la legge 170/10 riguarda esclusivamente i DSA – la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia, prevedendo per i ragazzi un percorso personalizzato per il raggiungimento del successo formativo e per cercare di contenere l’abbandono scolastico. La legge 104/92 è destinata ai ragazzi con disagio fisico, per questo è necessaria una certificazione di disabilita con l’indicazione di Bisogni Educativi Speciali, in questo modo la scuola dovrà prevedere la stesura di un piano didattico individualizzato e l’affiancamento di un docente di sostegno. Nella legge 104 si parla solo di “handicapp”…. in qualunque modo questo si presenti.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in psicologia medica

- -


ARTICOLI CORRELATI