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Social network e rischio ADHD, ovverosia deficit di attenzione

agosto 3, 2018 10:00 am

Sempre più bambini hanno problemi di iperattività e deficit di attenzione – ADHD. Gli esperti hanno individuato un’altra concausa: l’uso eccessivo di smartphone e di social network

Mai come di recente si è parlato di problemi come l’ADHD, ossia della sindrome da iperattività e deficit di attenzione. Negli ultimi tempi bambini e soprattutto adolescenti sembrano chiusi in un mondo strettamente personale, comunicano poco e l’attenzione è rivolta solo ed esclusivamente sul monitor dello smartphone o del tablet. E’ come se l’essere si configurasse e acquistasse realtà attraverso un monitor. Secondo gli esperti, proprio questa abitudine espone a un rischio elevato di sviluppare disturbi comportamentali, soprattutto il disturbo da iperattività e deficit di attenzione – ADHD. Si tratta di un problema che influisce sul rendimento scolastico impedendo a chi ne soffre di portare a termine compiti assegnati, di prestare attenzione e concentrarsi.

 

Smartphone causa di iperattività

Un’indagine pubblicata sul Journal of the American Medical Association – JAMA – condotta dall’Università della Southern California sostiene proprio l’assioma: ADHD e smartphone.  Lo studio si è concentrato sull’uso di social media, chat, messaggini, video in streaming, musica online o da scaricare, oltre che su intrattenimenti più tradizionali quali TV e video game. A parere degli esperti, la tecnologia mobile oggi disponibile può fornire stimoli ad elevato impatto visivo e sonoro, in maniera rapida e in ogni momento della giornata, con effetti più intensi rispetto ai media classici. I ricercatori si sono basati su un campione di 4100 ragazzi delle superiori, fascia di età tra quindici e sedici anni, tra i quali hanno selezionato 2.587 soggetti senza problemi di ADHD. L’obiettivo era osservare la comparsa di nuove problematiche comportamentali nel corso dei due anni di studio. I 2.587 adolescenti sono stati suddivisi in tre gruppi a seconda della frequenza di uso di 14 piattaforme digitali come Facebook e similare. Dopo due anni, i ricercatori hanno avuto modo di diagnosticare la comparsa di nuovi sintomi di ADHD in questi giovani precedentemente privi della sintomatologia iperattiva. In particolare, la probabilità di comparsa di sintomi di ADHD nei due anni di studio per chi utilizza spesso media digitali è circa doppia rispetto ai coetanei che usano i media con parsimonia.

 

Offrire alternative interessanti

La ricerca è importante per capire se, in futuro, sarà possibile ricorrere a strategie per limitare l’esposizione a queste strumenti. Smartphone, tablet e altri device non vanno demonizzati perché si tratta di tecnologie importanti per la comunicazione, la crescita professionale e lo studio. Ma, d’altra parte, non è ammissibile che i bambini e i ragazzi trascorrano ore davanti a questi piccoli video, affidando ad essi la maggior parte dei loro contatti sociali. Il costante uso di smartphone si configura come una abitudine dannosa per la vista,  stimola la sedentarietà ma soprattutto è il primo responsabile  dei pericolosi selfie della morte, autoscatti in situazioni estreme per riscuotere consensi e mostrare la temerarietà tipica degli adolescenti. . Per molti genitori, limitare il tempo è un’impresa quasi disperata, soprattutto se i figli sono già nella fascia dell’adolescenza avanzata. Si può cercare di offrire ai ragazzi alternative coinvolgenti che li obblighino a mettere da parte per qualche ora al giorno il cellulare. Quindi è bene iscriverli a corsi sportivi, a loro graditi ovviamente, oppure a passatempi pomeridiani come corsi di musica, disegno e altre arti figurative: saranno anche occasioni per socializzare e per impiegare in modo intelligente il corpo e la mente. Inoltre, è importante imporre almeno qualche regola da far rispettare, come per esempio non usare il cellulare mentre si cena o si esce insieme a passeggio.

Lina Rossi

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