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Pressione alta, può essere il risultato di insonnia cronica

luglio 4, 2018 10:00 am

Dormire poco e male può creare problemi di pressione arteriosa elevata nelle donne. Lo ha dimostrato uno studio americano. Quindi è bene non sottovalutare l’igiene del sonno

Saltare una notte di sonno può succedere a tutti, ma se l’insonnia si prolunga fino a diventare cronica possono sopravvenire problemi seri per la salute. Come la pressione alta, per esempio. Secondo uno studio della Columbia University Irving Medical Center, la privazione di sonno ha un effetto negativo sulla salute cardiovascolare delle donne.

 

Pressione alta e problemi al cuore

Lo studio ha passato in rassegna i valori della pressione arteriosa e le abitudini nel dormire di 323 donne sane. È stato accertato che la cattiva qualità del sonno, la difficoltà ad addormentarsi e l’insonnia si associano a problemi di sonno più gravi, come le apnee ostruttive. Nelle donne con lievi problemi di sonno la pressione arteriosa è risultata più alta. E’ ormai accertato: dormire male crea problemi cardiovascolari. Durante il sonno l’intera attività cardiaca è rallentata: il battito del cuore e la pressione arteriosa. Tutta l’attività cardiovascolare, quindi, subisce una sorta di riassestamento. Nelle persone soggette a insonnia, invece, questa importante forma di riposo forzato non si verifica. Il cuore e tutto l’apparato cardiocircolatorio sono quindi soggetti a una sorta di superlavoro che fa sì che non ci sia mai un lasso sufficientemente lungo di tempo per ricaricarsi. Tutto questo, con il tempo può esporre a un maggior rischio di disturbi cardiovascolari come infarto e ictus.

Come risolvere il problema

Adottare semplici regole di vita più sana può aiutare ad arrivare rilassati all’ora di andare a dormire. È bene coricarsi sempre alla stessa ora: l’ideale sarebbe attorno alle 22,30 – 23,00 un orario che asseconda il normale ritmo di alternanza luce-buio. Attorno a quest’ora la temperatura del corpo si abbassa, la pressione arteriosa cala, il battito cardiaco rallenta e si avverte un piacevole torpore. La televisione non è adattissima in questa fase perché può agitare: è meglio leggere qualcosa di poco impegnativo o ascoltare musica rilassante. Al posto di caffè, fumo e alcolici, tutte sostanze eccitanti, è meglio bere una tisana rilassante: un infuso caldo di camomilla, melissa, verbena, valeriana o altre erbe con effetto rilassante possono aiutare a prendere sonno con facilità. E’ sufficiente farsi consigliare dal farmacista o da un bravo erborista. La temperatura della stanza da letto durante l’inverno non dovrebbe superare i 18 gradi. Nei mesi caldi, chi soffre di insonnia dovrebbe farsi installare un climatizzatore o un ventilatore a soffitto. L’afa, il caldo umido, in genere peggiora la qualità di un riposo già scadente. Se dopo oltre mezz’ora il sonno non arriva, è inutile rigirarsi tra le lenzuola. Meglio alzarsi e dedicarsi a un’attività rilassante, così da distogliere la mente dal pensiero dell’insonnia. I farmaci ipnotici, detti comunemente sonniferi, sono tra i più comuni rimedi per combattere l’insonnia. Vanno però assunti con estrema prudenza, è necessaria la prescrizione dello specialista e il dosaggio deve essere fedelmente rispettato. È assolutamente vietato prendere in prestito un sonnifero che si è rivelato efficace per un conoscente: mai fare il fai da te, potrebbe rivelarsi estremamente pericolo su di sé potrebbe avere effetti diversi.

Giorgia Andretti

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