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Quando l’iperattività è una malattia

ottobre 8, 2009 11:40 am

Un bambino vivace non è sempre un bambino malato. Per arrivare ad una diagnosi certa serve uno specialista e prima di ricorrere ai farmaci è importante provare una psicoterapia. Bambini iperattivi o bambini con deficit dell’attenzione? In realtà le due difficoltà sono presenti allo stesso tempo e sono i due sintomi principali del disturbo del…

Un bambino vivace non è sempre un bambino malato. Per arrivare ad una diagnosi certa serve uno specialista e prima di ricorrere ai farmaci è importante provare una psicoterapia.

Bambini iperattivi o bambini con deficit dell’attenzione? In realtà le due difficoltà sono presenti allo stesso tempo e sono i due sintomi principali del disturbo del comportamento infantile meglio conosciuto come “Sindrome da iperattività” o ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder), secondo le stime americane la sindrome colpisce il 4% delle popolazione tra i 6 ed i 12 anni, con una predominanza dei bambini sulle bambine.

La diagnosi appartiene allo specialista
Sempre più spesso i bambini estremamente vivaci, vengono definiti impropriamente come bambini iperattivi, senza tener conto che la diagnosi è un atto squisitamente medico e non solo, è riservata allo specialista psichiatra per questo preparato. Nella maggior parte dei bambini i segni del disturbo compaiono prima dei sette anni, ma è con l’ingresso nella scuola elementare che i sintomi mostrano per intero la difficoltà ad aderire alle regole della convivenza. I sintomi vanno inquadrati in base alla predominanza del disturbo ovvero: deficit dell’attenzione o l’iperattività. Le bambine hanno una predominanza del deficit dell’attenzione, i bambini al contrario hanno una predominanza dei sintomi riconosciuti come iperattività e comportamento compulsivo.

 

  • I sintomi del deficit dell’attenzione evidenziano:1. Facile distraibilità e facilità nel dimenticare le istruzioni impartite
    2. Mancato ascolto delle istruzioni e difficoltà nell’interagire nel dialogo
    3. Fallimento nei compiti scolastici e comunque presenza molti errori
    4. Interruzioni delle attività che si stanno compiendo ad esempio durante il gioco
    5. Difficoltà nell’organizzare le attività quotidiane
    6. Perdita frequente di libri, penne, giochi.

 

 

  • I sintomi della iperattività e del comportamento compulsivo includono:

 

7. Continua agitazione motoria;
8. Difficoltà a restare seduto al proprio banco in classe o in qualunque altra situazione dove è richiesto di restare seduti
9. Corsa e salti in modo non appropriato
10. Difficoltà a giocare in modo tranquillo senza riuscire a seguire le eventuali regole
11. Parlare eccessivamente interrompendo i discorsi degli altri o esprimendo risposte prima ancora che venga completata la domanda
12. Difficoltà a rispettare il proprio turno se viene richiesta l’attesa.

 

  • Deve essere sospettata la sindrome da iperattività se il comportamento disadatto:

 

1. È presente da più di sei mesi
2. Si riscontra in vari contesti (scuola, casa, parco giochi)
3. Causa problemi di relazione con adulti e bambini.

Le ipotesi sulle cause del problema
Sebbene la genesi della sindrome da iperattività resti ancora un mistero, i ricercatori hanno potuto verificare che il cervello dei pazienti affetti da sindrome ADHD mostrano delle differenze significative nella struttura cerebrale, le aree deputate al controllo mostrano una minore attività. Il fattore ereditario gioca un ruolo non da poco: la sindrome tende a ripresentarsi all’interno delle famiglie, un bambino su quattro ha avuto un genitore con la stessa difficoltà. Il fumo e l’alcool in gravidanza, probabilmente a causa del rallentamento dell’attività dei neuroni provocato nel feto, così come l’esposizione a sostanze tossiche come i policlorobifenili aumentano il rischio della sindrome da iperattività nei bambini. L’esposizione nei primissimi anni di vita dei bambini ai metalli pesanti come il piombo, può facilitare il rischio di sviluppare una sindrome ADHD. Sintetizzando il rischio è aumentato tutte le volte che:
1. La madre in gravidanza è esposta sostanze tossiche
2. Si registra un consumo di alcol e fumo in gravidanza
3. Il bambino è nato pretermine
4. Esiste una storia familiare predisponente.

L’importanza di un psicoterapia familiare
Ogni singolo bambino deve essere considerato come un caso unico, per alcuni bambini è sufficiente un supporto psicoterapeutico mirato sulla famiglia, per altri è necessario intervenire non solo con il supporto psicoterapeutico ma è necessaria una integrazione farmacologia. Il counseling o aiuto mirato, deve essere esercitato dalla figura dello psichiatra o dal neuropsichiatra infantile, questo perchè nella maggior parte dei bambini con sindrome da ADHD oltre alla sintomatologia tipica della sindrome sono presenti anche i disturbi dell’ansia e della depressione. Il counseling deve poter includere:

  • Psicoterapia ad indirizzo cognitivo-comportamentale incentrata sul bambino
  • Terapia comportamentale destinata a sostenere e fornire le strategie utili al contenimento del disagio, i genitori e gli insegnati.Il risultato migliore si ottiene quando prendono parte ad processo terapeutico l’intero team che si relaziona con il bambino: terapista, genitori, insegnati e tutti coloro che in qualche modo si occupano del bambino. Vediamo alcune indicazioni utili ai genitori.

    1. I bambini ed in modo particolare quelli affetti da ADHD, hanno bisogno di sentirsi amati ed apprezzati, è necessario quindi focalizzare e mettere in risalto soltanto ciò che di positivo mettono in atto, in quel caso vanno elargiti i riconoscimenti attraverso gratificazioni verbali ed affettive (baci ed abbracci)
    2. Essere pazienti e calmi facilita le reazioni positive del bambino
    3. Dedicare del tempo da passare insieme al bambino per giocare insieme, leggere una storia insieme, guardare un breve film
    4. Creare una scheda dove annotare i tempi per l’alimentazione, per il riposo, per l’igiene personale, una sorta di canovaccio schematico da far rispettare
    5. Evitare di far trovare i bambini in situazioni difficili da gestire, come ad esempio fare shopping in un grande centro commerciale dove si è sottoposti ad un eccesso di stimolazione
    6. Evitare di esporre i bambini ad un super affaticamento e rispettare il tempo di un adeguato riposo
    7. Modificare l’ambiente al fine di ridurre il più possibile le distrazioni, ad esempio è importante dare la possibilità al bambino di fare i compiti scolastici dove non ci sono oggetti in vista che possano “catturare” l’attenzione
    8. Dare sempre istruzioni chiare e precise e pretenderne il rispetto
    9. Prendere del tempo per se stessi, riposarsi dallo stress causato dalla gestione quotidiana dell’iperattività del proprio bambino.

    Strategie alternative ai farmaci tradizionali, in grado di apportare dei benefici sono:

  • Assunzione di sostanze naturali come l’Hypericum, il Ginseng e il Ginkgo
  • Assunzione di acidi grassi come gli Omega 3.Farmaci solo nei casi più complicati
    Nei casi più complicati e quando lo specialista psichiatra lo reputa necessario, vengono somministrati i farmaci: possono essere psicostimolanti e non stimolanti. I farmaci stimolanti includono: il metilfenidato e il dextranfetamine. Effettivamente quale sia il meccanismo di queste sostanze verso la sindrome ADHD non è ben chiaro ma i sintomi quali l’iperattività, la compulsività e la disattenzione migliorano sensibilmente.Tra i farmaci non stimolanti troviamo la Atomoxetine, la sostanza viene usata quando i farmaci stimolanti non controllano la sintomatologia, la sostanza però, può provocare effetti collaterali facilmente gestibili. Altri farmaci usati ne trattamento della sindrome ADHD sono gli antidepressivi, per tenere sotto controllo l’eventuale depressione che potrebbe insorgere e gli ansiolitici.

    In Rete
    Sito ufficiale dell’Istituto Superiore della Sanità sull’ADHD

 

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica

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