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Antidepressivi sono OK, è necessario il controllo dello specialista

febbraio 26, 2018 10:00 am

Gli antidepressivi spesso spaventano temendo una dipendenza dal farmaco e per questo si preferisce la psicoterapia. Spesso sono essenziali: regolano l lavoro dei neurotrasmettitori

Quando ci vogliono, ci vogliono: stiamo parlando degli psicofarmaci o antidepressivi, i farmaci che curano la depressione, ma anche le fobie, l’ansia e gli attacchi di panico. Farmaci che per anni sono stati considerati da tenere distanti per paura di restarne imbrigliati e non poterne più fare a meno. In realtà se sono assunti sotto il diretto controllo dello specialista questo non avviene.  In effetti si tratta di farmaci che vanno presi solo dietro prescrizione dello psichiatra, l’unica specializzazione medica in grado di gestirli correttamente e sono necessari per uscire dal tunnel della depressione.

 

Uno studio ne conferma l’efficacia

Uno studio pubblicato su Lancet curato dall’italiano Andrea Cipriani, ora ricercatore della Oxford University, ha stabilito che gli antidepressivi svolgono bene il loro lavoro e quindi funzionano. La ricerca ha affrontato il tema della loro efficacia analizzando i dati di 522 studi condotti su 116.477 persone. Gli studiosi hanno concluso le loro analisi sostenendo che i 21 antidepressivi più comuni sono risultati più efficaci nella riduzione della depressione acuta rispetto a farmaci placebo. Alcuni principi attivi come agomelatina, amitriptilina, escitalopram, mirtazapina, paroxetina, venlafaxina e vortioxetina si sono rivelati tra i più efficaci. Il disturbo depressivo maggiore è uno dei disturbi psichiatrici più comuni negli adulti. La terapia si avvale sia degli antidepressivi sia della psicoterapia. A causa di risorse inadeguate, spiegano i ricercatori, gli antidepressivi sono usati più frequentemente da soli piuttosto che in combinata con la psicoterapia. Secondo alcune stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2015 sono state 350 milioni le persone con diagnosi di depressione. In Italia, stando a dati dell’Istituto Superiore di Sanità, ad aver ricevuto la diagnosi di depressione sono state 3 milioni e 7centomila, per la maggior parte donne.

 

Depressione, a rischio donne e uomini

La depressione è un disagio che una volta veniva considerata un disturbo dell’interiorità, oggi si tende a definirla un problema di tipo cognitivo o legato alla performance. A soffrirne si più sono le donne anche se tutti possono ammalarsi e per motivi diversi. Per i giovani e giovanissimi, sono in aumento i fattori di rischio correlati – depressione e dipendenze –  possono infatti, rendere più evidente una situazione di fragilità già esistente. Le donne più esposte sono quelle con un carico familiare e lavorativo gravoso. Il boom della depressione, come ha già segnalato l’OMS, arriverà a diventare nel 2030 la prima causa al mondo di giornate di lavoro perse per disabilità. A livello biochimico la depressione è sostenuta da una alterazione nello scambio dei neurotrasmettitore serotonina tra lo spazio sinaptico e il neurone, è questo equilibrio a regolare il tono dell’umore, il senso dell’appetito, il ritmo sonno – veglia e il desiderio sessuale. La modificazione dell’equilibrio di questo neurotrasmettitore può non dare sintomi evidenti fino a quando un evento esterno non alteri ulteriormente l’equilibrio già precario attivando la comparsa dei sintomi depressivi. L’evento scatenante la sintomatologia depressiva può mancare, in questo caso la depressione compare e basta, accompagnata da tristezza senza via di uscita, apatia, voglia di piangere, alterazioni del sonno e dell’appetito. La depressione è un disagio così intenso che può arrivare a togliere la voglia di vivere e rendere difficilissima ogni azione o decisione, anche la più semplice, come alzarsi al mattino o lavarsi. È inutile sollecitare la persona depressa con frasi del tipo: cerca di reagire, la depressione elimina la volontà. Una cura con gli psicofarmaci adatti, prescritti dallo psichiatra sulla base dei sintomi, può essere risolutiva. È essenziale però attenersi scrupolosamente alla prescrizione dello psichiatra evitando brusche interruzioni che paradossalmente potrebbero peggiorare la depressione. .

 

Giorgia Andretti

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