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Bambini con DSA, diagnosi in eccesso?

dicembre 7, 2017 9:59 am

È giusto diagnosticare i disturbi specifici dell’apprendimento nei bambini, ma ci si deve affidare a esperti per evitare una sovrastima che nuoce al singolo bambino e alla società

Tre su quattro: tante sarebbero le diagnosi sbagliate di disturbi dell’apprendimento e disabilità, come la ADHD, ossia la sindrome da iperattività e deficit dell’attenzione, ma anche la dislessia, la disortografia e la discalculia fino a problemi come l’autismo. Tra i bambini italiani, insomma, c’è un vero boom di disabilità di apprendimento, ma solo perché i dati sulla reale diffusione sono sovrastimati. La conseguenza è che nelle scuole ci sono sempre più insegnanti di sostegno, forse non sempre necessari e  piani didattici personalizzati dei bambini che non possono seguire la medesime lezioni dei loro compagni, legge 170/10: tutto questo ha come conseguenza anche un elevatissimo costo per i comuni italiani.

 

Con problemi o soltanto vivaci?

È la denuncia portata avanti dagli esperti del Centro Psicopedagogico per l’Educazione e la Gestione dei Conflitti, che hanno effettuato un confronto con la diffusione di tali disturbi negli altri paesi europei, rilevando che non esiste un corrispettivo aumento. E ritengono che tali eccessi diagnostici siano legati alla tendenza crescente di scuole e famiglie a scegliere la via dell’analisi della salute neuropsichiatrica del bambino, piuttosto che andare a indagarne la gestione educativa in famiglia e supportare quest’ultima in modo adeguato. Insomma, se un bambino è vivace, se è pieno di una vitalità che non riesce a trovare il giusto sfogo, se in famiglia la parolina – no – è sconosciuta e le regole non esistono, spesso è più facile trovare nel proprio bambino qualche problema di apprendimento, affidandolo a psicologo, logopedista e insegnante di sostegno.

 

Lo confermano anche le statistiche

L’ISTAT stessa ha rilevato un trend in aumento incalzante delle certificazioni di disabilità in ambito scolastico, passate negli ultimi dieci anni da 167.804 nell’anno scolastico 2004-2005 a 234.788 nell’anno scolastico 2014-2015, con un incremento del 39,9% a fronte addirittura di una diminuzione del numero complessivo degli alunni che frequentano la scuola. Inoltre, il numero delle diagnosi non corrisponde alla realtà medica. Infatti un DSA come la dislessia – disturbo dell’apprendimento della lettura è deficit neurofisiologico che riguarda non oltre l’1,5-3% dei bimbi: questo significa che su cento alunni, i componenti di quattro classi, i dislessici dovrebbero essere tre al massimo, mentre i dati scolastici italiani sono 4-5 volte superiori alle previsioni mediche e in aumento. Si può arrivare a un 10% di dislessici, ovvero 2 bambini in una classe di 20 alunni. Per questa ragione è possibile che 3 diagnosi di DSA su 4 siano in realtà sbagliate. Tale eccesso diagnostico che non fa bene né al bambino né alla società, perché il bambino viene avviato a percorsi didattici personalizzati, spesso facilitati, che magari gli consentono risultati migliori sul momento ma non gli permettono un reale stimolo intellettuale e un pieno sfruttamento delle proprie capacità. Inoltre, si verifica un aggravio di spese per la scuola, che dispone di risorse sempre troppo limitate.

 

Sahalima Giovannini

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