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Ansia e disagio psichico in adolescenza – seconda parte

novembre 28, 2017 10:01 am

Gli adolescenti si trovano a gestire un vortice di valori morali fino ad allora ignorati. Si fanno strada i primi disagi, fonte di ansia, delle quattro grandi aree evolutive

Le prime incomprensioni con i genitori, iniziano ad essere percepite come fonte di limitazioni alla libertà: ansia da stress. La trasformazione fisica del proprio corpo può attivare la paura di non essere accettati dai coetanei stimolando la chiusura all’esterno: chiusura e isolamento generano ansia. Primi approcci sessuali ravvicinati possono essere fonte di conflitti interiori. Le prime esperienze vissute segretamente tra sentimenti opposti tra il piacere e la vergogna: l’impudicizia vissuta come fonte di stress.

 

Il germe della paura inizia con le prime esplorazioni

L’educazione, l’insieme di regole impartite dai genitori fin dall’infanzia, all’improvviso è messa in discussione. Anche se le soluzioni, attraverso il meccanismo dell’assimilazione e dell’accomodamento possono arrivare, si paventa un compromesso e come tale, le difese innalzate nei confronti delle problematiche, possono condurre a disadattamenti vari nel tentativo di risolvere i problemi con conseguente conflitto aprendo la strada alla reazione ansiosa. Lo stress allerta il sistema dei neurotrasmettitori chimici e la sintomatologia ansiosa si attiva. Se non si apportano nel breve le soluzioni, il meccanismo biologico che la sottende può cristallizzarsi, ristabilire l’iniziale equilibrio, una volta scompensato, non è sempre di facile. La spinta innata verso l’indipendenza e l’emancipazione pone l’adolescente a ripercorrere schemi utilizzati nei primi anni di vita, quando iniziava a esplorare il suo ambiente. Aver sperimentato positivamente la libertà di esplorare il nuovo in totale sicurezza, lo pone nella situazione ottimale: può continuare a esplorare il suo nuovo mondo senza paura.  In caso contrario, se la sperimentazione è stata resa paurosa a causa di genitori ansiosi per il timore delle nuove esperienze, il bisogno di indipendenza entra in conflitto con le proprie insicurezze di base. La paura prende il sopravvento e il nuovo diventa difficile da gestire, la paura  si trasforma nella grande regista della vita, più intensa diventa più si amplifica fino a diventare angoscia passando per l’emozione intermedia: l’ansia. Il sistema dei neurotrasmettitori deputati al passaggio delle informazioni tra i neuroni cerebrali si amplifica ulteriormente, in questo modo la paura diventa ansia. Il pensiero dell’adolescente si carica di dolore, le uniche reazioni possibili in grado di lenirlo è di aggiungere dolore al dolore così da annullarlo: l’autolesionismo, compreso il suicidio, risponde bene a questa logica.

 

Più intenso è il dolore provocato minor peso è attribuito al dolore psichico

Se il dolore fisico non riesce a compensare quello psichico o se, si trasforma in qualcosa di insopportabile per la vita, l’idea del suicidio potrebbe aprirsi un varco nella mente. Gli adolescenti, per superare l’ansia generata dalla conflittualità tra le varie aree tematiche, possono intraprendere una serie di comportamenti problematici impulsivi:

  • Comportamenti alterati in classe
  • Uso di droghe
  • Consumo di alcool
  • Comportamenti sessuali rischiosi
  • Comportamenti auto-lesivi – tagliare, bruciare o colpire fino al suicidio
  • Comportamenti ossessivo-compulsivi.

I comportamenti impulsivi rappresentano una fuga dalle emozioni dolorose

 

L’ansia può essere scaricata sul corpo

Mal di pancia e conati di vomito la mattina, mal di testa, irrequietezza e crisi di pianto per l’intera giornata. Possono essere le manifestazioni di un disturbo di ansia: le psico-somatizzazioni. Il sistema di relazione può utilizzare il corpo come linguaggio preferenziale per manifestare il disagio. L’ansia, infatti, può essere sperimentata in molti modi: fisicamente ed emotivamente. L’ansia viene riferita principalmente come preoccupazione per ciò che potrebbe accadere: un pericolo imminente come la perdita di un parente caro o il divorzio dei genitori. Le grandi transizioni di vita come spostarsi in una nuova città o scuola sono indicate come cause comuni. Gli adolescenti con una storia di abuso infantile sono più vulnerabili all’ansia.

 

L’ansia diventa fonte di stress quando raggiunge livelli non più accettabili

Se lo stato di allerta emotiva si protrae per molto tempo, mesi, e l’adolescente non trova soluzioni utili da assimilarle attraverso la strutturazione di nuovi accomodamenti, tanto da incidere sulla sua serenità e sul benessere, è bene chiedere aiuto ai professionisti della psiche. Le situazioni che generano ansia non vanno mai sottovalutate né tanto meno vanno minimizzate: sono fonte di dolore. Può rendersi necessario l’intervento farmacologico per ristabilire l’equilibrio del sisdtema GABA a livello delle sinapsi così da permettere un regolare flusso dei neurotrasmettitori chimici.

 

Rimedi terapeutici dell’ansia

Se è presente un disturbo d’ansia in famiglia, l’adolescente avrà maggiori probabilità di sviluppare il disagio. L’ansia può essere correlata a geni che possono influenzare la chimica cerebrale e la regolamentazione dei neurotrasmettitori. E’ fondamentale la corretta diagnosi per stabilire un percorso mirato. Le terapie psicologiche più efficaci sono quelle che prendono in considerazione il sistema cognitivo: la CBT – terapia cognitivo-comportamentale. Solo in caso di ansia generata da una estrema complessità emotiva di grado tale da inficiare lo sviluppo psico-emozionale si renderà necessario il sostegno farmacologico.

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in psicologia clinica

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