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Autismo, speranze in un nuovo farmaco

novembre 22, 2017 12:59 pm

Si aggiunge una nuova cura alle tradizionali per trattare l’autismo, disordine neurobiologico che provoca difficoltà di entrare in empatia con il mondo esterno e ritarda il linguaggio

Speranze in arrivo per i numerosi bambini e ragazzi con problemi di autismo, un disordine neurobiologico che provoca difficoltà di interazioni con gli altri, problemi a entrare in empatia con adulti e coetanei e induce a parlare più tardi rispetto agli altri bambini. Alle cure tradizionali con le terapie personalizzate, la psicomotricità, la logopedia, i farmaci già in uso, si aggiunge oggi una molecola che sembra essere utile per quasi tutti i disturbi dello spettro autistico.

 

Presto ci saranno nuove sperimentazioni cliniche per l’autismo

Il farmaco si chiama – nitrosinaptina – e nei test su animali da laboratorio con la malattia ha ripristinato il corretto funzionamento dei neuroni, normali comportamenti e ha portato alla normalizzazione delle anomalie cerebrali comuni nella malattia. Lo studio è frutto di una collaborazione di più enti di ricerca ed è stato condotto da Stuart Lipton, presso The Scripps Research Institute di La Jolla – California. Presto potrebbero iniziare studi clinici per testare la nitrosinaptina sui primi pazienti. I risultati di questo studio sono pubblicati oggi sulla rivista Nature Communications. Pensiamo che questo farmaco possa essere efficace contro le varie forme di autismo – sostengono i ricercatori. La nitrosinaptina funziona riequilibrando uno sbilanciamento della attività eccitatoria dei neuroni rispetto all’attività insufficiente dei neuroni inibitori. In pratica il farmaco riduce l’eccesso di attività neurale. In base ai test sui topini autistici, una volta ripristinato il corretto equilibrio tra stimoli eccitatori e inibitori dei neuroni, risultano normalizzati i comportamenti degli animali che, quindi, non mostrano più un quadro comportamentale autistico. Questo suo modo di funzionare lo rende un farmaco adatto per molte diverse forme di autismo.

 

L’autismo, un disturbo serio

L’autismo è un disturbo complesso, di tipo neurologico, la cui causa scatenante è ancora oggi oggetto di studio da parte degli esperti. Probabilmente ha cause di tipo genetico: in altre parole è legato ad alcune mutazioni di geni che tendono a presentarsi all’interno della stessa famiglia. Inoltre, può essere provocato da alterazioni nelle cellule cerebrali, che si verificano durante la vita intrauterina, per motivi ancora poco noti, per i quali sono però avanzate alcune ipotesi come, per esempio, l’inquinamento ambientale da pesticidi. Altre ricerche hanno individuato nel microbiota intestinale il problema ella sintomatologia autistica. Le prime manifestazioni dell’autismo evidenti del disturbo compaiono intorno ai diciotto mesi, quando il bambino inizia a relazionarsi con il mondo esterno, il suo vocabolario si arricchisce con termini nuovi e il gioco inizia a basarsi sulla condivisione con altri bambini. Il piccolo con autismo non attraversa queste tappe: restano tendenzialmente isolati, parlano poco e non mostrano interesse verso il mondo esterno.

 

Come capire se c’è autismo

Non è facile d’altra parte capire se si tratta davvero di autismo o di semplici tratti caratteriali del bambino, soprattutto nei primi anni di vitaLa diagnosi precoce è l’arma migliore per mitigare la sintomatologia, prima si interviene, maggiori sono le probabilità di recupero. Per questo gli esperti hanno definito una serie di tappe delle abilità che consistono nel raggiungere tappe linguistiche, sociali e relazionali in base all’età. Inoltre, i piccoli con autismo presentano segnali tipici, come difficoltà a relazionarsi con gli altri, scarsa consapevolezza dei pericoli, problemi di apprendimento e di linguaggio, rifiuto verso i cambiamenti, non amano il contatto fisico. Se la diagnosi viene effettuata entro i cinque anni di età, ci sono maggiori probabilità di migliorare nettamente e di integrarsi nel normale percorso sociale e scolastico.

 

Dott. Rosalba Trabalzini

Responsabile scientifico guidagenitori.it

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