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Poco sonno collegato a iperattività e deficit dell’attenzione

ottobre 11, 2017 10:00 am

Dormire bene e a sufficienza è essenziale per lo sviluppo neurologico dei bambini, lo dimostra una ricerca: poco sonno maggior rischio di iperattività e deficit dell’attenzione

Chi dorme non piglia pesci, recita un classico proverbio. Sarà così, ma chi non dorme ha difficoltà nella concentrazione, è sempre stanco e non riesce a portare a termine i progetti. Questo assioma vale soprattutto per i bambini, infatti, un numero sempre maggiore soffre di ADHD meglio conosciuta come sindrome dell’iperattività e deficit dell’attenzione. Si tratta di un disturbo neuro-cognitivo, con incapacità di prestare attenzione quel tanto che è necessario per apprendere un concetto nuovo a scuola e seguire le spiegazioni senza disturbare incessantemente i compagni. Secondo un nuovo studio, le cause di questo problema vanno ricercate anche nella quantità insufficiente di sonno notturno. È quanto risulta da uno studio condotto da poco.

 

Ritardo nella produzione della Melatonina

Per almeno tre portatori di ADHD su quattro la causa del disturbo potrebbe essere la conseguenza del deficit cronico di sonno, disturbi dei ritmi giorno/notte o altre problematiche di salute che portano a dormire male, come i problemi respiratori ad esempio. Lo rivela uno studio condotto in Olanda e presentato al congresso – The European College of Neuropsychopharmacology  – ECNP tenutosi a Parigi. Il lavoro evidenzia che ben il 75% dei soggetti con ADHD non dorme a sufficienza perché tende ad andare a letto tardi proprio a causa della irrequietezza e presenta squilibri dell’ormone del sonno: la melatonina. Questa sostanza, normalmente prodotta con il buio, viene rilasciata in ritardo nel corpo dei bambini affetti da ADHD. Infatti, è questo un disturbo caratterizzato da irrequietezza, impulsività, difficoltà a prestare attenzione e a portare a termine compiti e obiettivi, rendendo difficile la vita scolastica dei bambini. E il fatto di andare a letto tardi non è l’unico fattore a favorire un riposo insufficiente e quindi a gettare le basi per l’iperattività. Un ampio studio su Pediatrics, con il coinvolgimento di 11 mila bambini, evidenziava che i piccoli con disturbi respiratori notturni, dovuti ad esempio alle adenoidi ingrossate, hanno un rischio raddoppiato di soffrire di ADHD.  Sono tante le ricerche che hanno evidenziato un nesso tra ADHD e disturbi del sonno.

 

Come affrontare il problema

Proprio gli scienziati che si sono impegnati in questo studio stanno cercando di capire se è possibile utilizzare le melatonina per favorire il sonno in questi casi e quindi spingere i piccoli ad andare a letto prima. In primo luogo è opportuno proporre a questi ragazzini adeguate attività pomeridiane, in modo che possano sfogare in modo costruttivo la loro normale vitalità e anche raggiungere quello stato di normale stanchezza psicofisica che verso sera favorisce il rilassamento. Una corretta alimentazione serale può aiutare a prendere sonno e comunque la cena non dovrebbe mai essere servita dopo le 20, meglio se a base di carboidrati integrali, legumi, uova e formaggio, tutti ricchi dell’aminoacido triptofano, elemento favorente l’addormentamento. Dopo cena, non si dovrebbero utilizzare videogiochi o smartphone, perché la luce azzurra ritarda la produzione di melatonina. Piuttosto che lasciar ascoltare la musica è preferibile la lettura di un libro o un tradizionale gioco tranquillo. Eventuali affezioni alle adenoidi vanno curate, per favorire il riposo nel modo migliore possibile.

 

Giorgia Andretti

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