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Mozart la sua musica aiuta chi soffre di epilessia

settembre 28, 2017 10:00 am

Secondo alcuni esperti, le melodie di Mozart aiutano chi soffre di crisi epilettiche, anche quelle più serie e resistenti ai farmaci. La musica si riconferma un valido aiuto alla terapia

Da tempo si conoscono i benefici delle opere di Wolfgang Amadeus Mozart, il grande compositore austriaco, autore di sinfonie indimenticabili. Studi vari hanno dimostrato che la sua musica migliora la concentrazione, combatte lo stress, aumenta le potenzialità cognitive. Insomma, ha una serie di benefici che sono addirittura stati riuniti sotto la definizione di – effetto Mozart. Adesso c’è qualcosa di ancora più importante: un gruppo di esperti italiani sostiene che una particolare sinfonia, la sonata K448, ha effetti benefici nei piccoli pazienti affetti da epilessia, anche la forma più seria e resistente ai farmaci.

 

Crisi ridotte ascoltando Mozart

A sostenere le capacità straordinarie della sinfonia sono gli esperti dell’Unità di ricerca dell’Istituto Serafico di Assisi, coordinati dal direttore sanitario Dr. Sandro Elisei, in uno studio presentato alla International Conference on Mental Health 2017 a Cambridge. L’Istituto è un centro specializzato nella riabilitazione, cura ed educazione di bambini e ragazzi con gravi disabilità fisiche e cognitivo comportamentali. I dati raccolti sostengono che le crisi epilettiche risultano ridotte del 21% in un malato su due tra coloro che ascoltano la sonata K 448 di Mozart.  Sarebbero sufficienti anche solo pochi minuti ai giorno di questa sinfonia, quindi, per ridurre di oltre un quinto l’intensità delle crisi: un effetto che nemmeno i farmaci riescono a ottenere, tutti i giorni per pochi minuti è il tempo ideale. I ricercatori hanno notato che, nei soggetti con epilessia resistente ai farmaci, a cui si aggiunge a una seria disabilità intellettiva, ascoltare la sonata di Mozart ridurrebbe il rischio di ricaduta: in un caso su due la melodia del compositore austriaco porterebbe a una riduzione di circa il 21% delle crisi epilettiche e nel 10% dei casi si è assistito alla loro scomparsa. La musica inoltre porterebbe a un miglioramento delle abilità comunicative, verbali, motorie, emotive e sociali. Lo studio ha però portato alla luce anche un altro aspetto: gli effetti benefici rilevati sono temporanei. Infatti, a distanza di qualche mese la frequenza delle crisi epilettiche è tornata ai numeri iniziali.

 

Epilessia, un disturbo serio

Da tempo riconosciuta come malattia sociale, l’epilessia  è un serio disturbo neurologico è un serio disturbo neurologico dovuto probabilmente a un trauma alla nascita o a problemi neurologici subentrati nel corso del tempo che si manifesta sotto forma di crisi, disturbi improvvisi e transitori, causati da una alterata funzionalità dei neuroni. È una delle malattie più diffuse e nel mondo ci sono circa 65 milioni di persone che ne soffrono. Si cura fondamentalmente con farmaci specifici, purtroppo, con effetti collaterali. In Italia, il dato si attesta a mezzo milione, con più di 30.000 nuovi casi l’anno. Per avere effetti positivi a lunga durata, affermano i ricercatori, sarebbe opportuno prescrivere l’ascolto della Sonata K 448 a vita, come se fosse una medicina. Una cura tutto sommato poco costosa, sicuramente piacevole e, come si è visto, efficace. Questo studio aggiunge una tappa in più al valore della musica, che si dimostra benefica fin da quando un bambino è nel ventre materno. Evidentemente le onde sonore provocate dagli strumenti emettono particolari vibrazioni con un effetto positivo e riequilibrante sulle disfunzioni  del sistema nervoso: la prossima tappa sarà capire per quali motivi si verificano tali benefici.

 

Sahalima Giovannini

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