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2 aprile, Giornata mondiale sull’autismo

aprile 3, 2017 10:00 am

500.000 solo in Italia, sono le persone affette da autismo, poco meno dell’ 1%. La stessa percentuale riscontrata nel resto del mondo dimostra la globalità della malattia.

Domenica 2 aprile è stata celebrata la Giornata mondiale sull’Autismo, un disturbo neurobiologico che non può più essere ignorato a causa del numero sempre più alto di malati . Purtroppo, la completa mancanza di consapevolezza delle cause rende impossibile anche la ricerca verso una terapia mirata. L’autismo è  sicuramente una delle maggiori emergenze mediche, visto il numero sempre più crescenti di casi conclamati. Le Nazioni Unite attraverso il segretario generale António Guterres ha invitato tutti: società scientifiche e istituzioni a svolgere un ruolo attivo nel riconoscere i loro diritti di cittadini. Inoltre è stato affermato l’impegno a cercare in tutti i modi di favorire l’integrazione dei malati nella socialità e nel lavoro, in modo che possano avere un ruolo sociale attivo e vivere pienamente come è diritto di tutti gli esseri umani.

 

Autismo, di che cosa si tratta

L’autismo è una condizione neurologica permanentesi manifesta durante la prima infanzia, a prescindere dal sesso, razza o status socio-economico. Un sostegno adeguato consente a chi ne è colpito di avere pari opportunità e della piena ed effettiva partecipazione alla società. Il paziente autistico ha difficoltà  nell’istaurare relazioni  sociali, evita infatti il contatto visivo, ha un particolare modo di apprendimento concentrato soprattutto su materie specifiche,  è ossessivamente routinario ed ha particolari modalità di elaborazione delle informazioni sensoriali. Per superare lo stigma che da sempre circonda questi malati, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2 aprile World Autism Awareness Day, con l’obiettivo di evidenziare la necessità di contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone con autismo, per la prima volta coinvolgendo anche i datori di lavoro perché l’autismo non è una malattia solo dell’infanzia.

 

Adulti con autismo, nessuna attenzione

La Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza  –SINPIA –  traccia un  bilancio sugli obiettivi raggiunti  e quelli da raggiungere, condividendo di fatto gli obiettivi delle Nazioni Unite. Ricorda inoltre, le difficoltà relative all’accesso ai servizi per molti malati e alla difficoltà incontrate nel passaggio verso l’età adulta. Tra i bambini con disturbo del neuro-sviluppo, solo uno su due  riesce ad ottenere un percorso diagnostico nei servizi pubblici di neuropsichiatria infantile, e solo uno su tre,  riesce ad ottenere una risposta terapeutica. Meno di uno su dieci riesce ad avere risposte nell’età adulta. Con la pubblicazione dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza – LEA –  per la prima volta i disturbi dello spettro autistico sono stati inseriti tra le malattie e quindi a livello istituzionale dovranno essere date risposte alle famiglie con autistici a carico.

 

Troppe le difficoltà organizzative

Mancano però le condizioni che permettono l’effettiva erogabilità di interventi appropriati: personale sufficiente e servizi con organizzazione adeguata e omogenea tali da garantire  la formazione permanente degli operatori sulle più recenti evidenze. E’ invece positiva la sempre maggiore attenzione al coinvolgimento attivo dei genitori e dei contesti di vita e alla personalizzazione degli interventi, a partire dalle migliori evidenze disponibili ma soprattutto alla diagnosi precoce. Gli esperti però raccomandano che si può e si deve fare di più.

 

Giorgia Andretti  

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