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Le parole che inciampano

gennaio 14, 2008 12:00 pm

La balbuzie è una alterazione del linguaggio nella quale il fattore ereditario e l’emotività sono determinanti. La balbuzie è una alterazione del linguaggio, caratterizzata da esitazione e/o ripetizione in modo spasmodico di sillabe mentre si sta parlando. E’ possibile distinguere una balbuzie tonica , con blocco e impossibilità di emettere un suono per un certo…

La balbuzie è una alterazione del linguaggio nella quale il fattore ereditario e l’emotività sono determinanti.

La balbuzie è una alterazione del linguaggio, caratterizzata da esitazione e/o ripetizione in modo spasmodico di sillabe mentre si sta parlando. E’ possibile distinguere una balbuzie tonica , con blocco e impossibilità di emettere un suono per un certo periodo e la balbuzie clonica caratterizzata dal ripetere, involontariamente, la prima sillaba di una frase. Nei bambini tra i 3 e i 5 anni può comparire una balbuzie fisiologica, senza alcun altro correlato, questa è una forma transitoria e scompare completamente.

Le cause
Sono state effettuate molte ricerche per rintracciare possibili danni al sistema neurologico, nessuna di queste ha evidenziato danni ma soprattutto non è emersa nessuna anomalia funzionale. L’ereditarietà è presente nel 30% dei casi. Dal momento che la balbuzie si acuisce in alcune situazioni emotivamente forti e si attenua o sparisce completamente quando si è in situazioni totalmente prive di importanza emotiva, come ad es. parlare con un peluche, è più che plausibile dire che il fattore emotivo gioca un ruolo importante nella genesi della balbuzie.

I fattori associati
La balbuzie molto spesso è accompagnata da diversi movimenti motori, Tics: contrazione del viso, della mano, degli arti inferiori. Un ritardo nello sviluppo del linguaggio lo si ritrova nel 50% dei casi.

La personalità del balbuziente
Non esiste una vera e propria personalità del balbuziente, però alcuni tratti di personalità ossessiva sono presenti, così come frequentemente si evidenzia una tendenza all’introversione e alla passività e/o comportamento aggressivo unito ad una marcata impulsività. Le reazioni ansiose, ostili o aggressive di fronte agli altri sono in grado di bloccare la spontaneità verbale e di far comparire il sintomo

L’atteggiamento della famiglia
Le madri sono decisamente in primo piano, possono essere ansiose e iperprotettrici o al contrario possono essere poco affettive e distanti. Il padre è invece una figura fortemente idealizzata dal bambino, senza però una rispondenza con la realtà.

Il trattamento terapeutico
L’approccio terapeutico deve iniziare tra i 5 e 7 anni, il trattamento più è precoce più i risultati saranno migliori. Trattamenti iniziati nell’adolescenza (10-12 anni) diventano difficili e i risultati sono decisamente scarsi. Considerato che la balbuzie si accentua quando il fattore emotivo è elevato, è necessario evitare il più possibile stimoli ansiogeni. È bene far allenare il bambino a dialogare con peluche raffiguranti animali o con un animale vero, è positivo far cantilenare i bambini perché il canto blocca la balbuzie. Far allenare il bambino balbuziente con gli stratagemmi descritti sicuramente lo aiutano ad aumentare e stabilizzare la propria autostima.
Accanto alla rieducazione ortofonica, va lasciato spazio alla loro aggressività attraverso la pratica sportiva. Con i bambini più grandi, se sono presenti tratti nevrotici (comportamenti ripetitivi) può essere utile una psicoterapia. Utili risultano essere anche le tecniche basate sul rilassamento.

In Rete:
GenitorieBalbuzie.it

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica

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