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ARFID, un nuovo tipo di disturbo alimentare

luglio 14, 2016 9:25 am

Avoidant-Restrictive Food Intake Disorder, è un disturbo inserito nell’ultima revisione del DSM-V, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali riconosciuto a livello mondiale.

La diagnosi di ARFID – Avoidant-Restrictive Food Intake Disorder –  raccoglie una serie di sintomi che non trovano la loro collocazione nei disturbi alimentari classici fino ad ora riconosciuti, come per esempio: l’anoressia mentale, la bulimia o il binge-eating. Ad esserne colpiti sono soprattutto i bambini piccoli e gli adolescenti, il 60% è tra i maschietti ed il 40% nelle bambine,  il disturbo può mantenersi fino all’età adulta. Per essere emessa diagnosi ci deve essere perdita di peso o comunque una crescita molto limitata.

Quando diagnosticare la ARFID
La perdita di peso  o un’assunzione di calorie non adeguate ai bisogno di crescita per i bambini piccoli, non riferibile a malattie particolari, deve far pensare ad un problema che deve essere valutato e, successivamente, individuare le strategie ottimali per risolvere le carenze nutrizionali. Le persone con ARFID non sono in grado di introdurre un quantitativo nutrizionale adeguato attraverso la dieta finendo così con il perdere peso. Oppure, i bambini più piccoli potrebbero non perdere peso  ma non crescere come previsto dalle tabelle di crescita. Alcuni bambini potrebbero aver bisogno di integratori alimentari per  mantenere un adeguato apporto calorico necessario al mantenere un adeguato metabolismo di base. In genere sia i bambini sia gli adolescenti potrebbero avere problemi con la mensa scolastica a causa  della restrizione a pochi alimenti e non sempre disponibili nelle mense. I bambini o  adolescenti con la ARFID si nutrono di pochissimi alimenti, infatti, stabiliscono i loro cibi preferiti e non tollerano nulla di diverso. Alcuni bambini si nutrono solo ed unicamente di pasta, altri solo ed unicamente di carne o solo di latte. Le giustificazioni in genere sono del tipo: non mi piace il colore verde, oppure non mi piacciono i sapori salati o ancora non mangiano nulla di solido o semisolido per paura che soffocare.

I sintomi necessari per diagnosticare una ARFID

  1. Mancanza di interesse per tutto ciò che rappresenta il cibo;
  2. Evitare accuratamente una o più classi di cibi;
  3. Perdita di peso o il mancato raggiungimento di peso previsto o rallentamento della crescita nei bambini;
  4. carenze nutrizionale importanti;
  5. Il disturbo alimentare non si manifesta durante la fase acuta di una anoressia nervosa o di bulimia nervosa;
  6. Il disturbo alimentare non è attribuibile a nessun altra patologia medica concomitante o non è meglio spiegato da un altro disturbo mentale.

Inoltre, non solo i bambini mangiano pochissime varietà alimentari ma  si rifiutano di assaggiarne di nuovi. Messi davanti ad un alimento sconosciuto reagiscono con disgusto e, a volte, con sforzi di vomito. A tavola, consumano i pasti con lentezza e  assumono alcuni alimenti solo  se nascosti all’interno dei loro cibi preferiti. E’ bene ricordare che questo atteggiamento non deve essere confuso con il classico capriccio del momento.

Cosa fare in caso di ARFID
Il  disturbo alimentare è spesso associato all’autismo, ai disturbi da deficit di attenzione e iperattività, clima familiare ansioso, e in presenza di madri che in passato hanno sofferto di disturbi alimentari. E’ quindi necessario far seguire il piccolo da un’équipe multidisciplinare specializzata composta dal pediatra, e dal neuropsichiatra o psichiatra specializzato in età evolutiva.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta, specializzata in psicologia clinica

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