prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Microbiota, la nuova frontiera per studiare l’autismo

luglio 6, 2016 4:30 pm

Un gruppo di ricercatori italiani, coordinati tra Cagliari e Genova, sta portando avanti la ricerca della genesi dell’autismo partendo dal microbiota della madre in gravidanza.

Tutto il mondo scientifico concorda ormai sull’origine genetica dell’autismo così come tutti sono d’accordo che vada rintracciata la causa di questa modificazione del genoma. I neonatologi Vassilios Fanos e Antonio Noto dell’Università di Cagliari e gli addetti alla ricerca di laboratorio, tra cui Michele Mussap dell’Università di Genova, cercando proprio l’origine della modificazione genetica hanno ipotizzato una serie di concause che vanno ad alterare il microbiota materno e, conseguentemente attraverso la placenta, il DNA del feto. Questa visione anticiperebbe il momento della diagnosi già al momento della nascita.

Il microbiota, questo perfetto sconosciuto
E’ stato provato dal mondo scientifico che abbiamo un nuovo organo collocato all’interno delle anse intestinali: è il microbiota, il suo peso corrisponde a circa 1 Kg e mezzo ed è costituito dalla flora batterica ed è in perfetto equilibrio. Purtroppo, questo equilibrio può essere alterato facilmente dando origine alle disbiosi, in altre parole all’alterazione della flora batterica. Fino a qualche anno fa la responsabilità delle disbiosi era attribuita alle terapie antibiotiche o a viaggi intercontinentali. Oggi sappiamo molte più cose sul microbiota, per esempio che il pH acido può alterare l’equilibrio così come il tipo di alimentazione, lo stress, l’età, l’uso di alcuni farmaci o malattie particolari. Quando l’equilibrio del microbiota è alterato, alcuni aminoacidi (ovvero i componenti molecolari degli alimenti) sono digeriti in modo anomalo dando origine, anziché a nutrienti buoni, alle molecole tossiche in grado di alterare parametri fondamentali del genoma umano. La flora batterica è una vera barriera in grado di proteggere l’organismo dai microrganismi nocivi, di scomporre gli elementi di transito in parti sempre più piccole per rendere utilizzabili i nutrienti ma per fare questo lavoro deve essere mantenuta sana. Il microbiota è quindi l’insieme del patrimonio genetico e delle interazioni ambientali tutte. La sua alterazione può creare modificazioni genetiche negli organismi in evoluzione.

Ipotesi della ricerca dell’autismo
Partendo dalla presenza del microbiota e delle potenziali modificazioni che può determinare all’interno dell’organismo, i ricercatori ipotizzano che i metaboliti anomali, generati a partire dalla disbiosi, siano in grado di attraversare la mucosa intestinale ed entrare in circolo. Una volta aperto questo canale di diffusione, i metaboliti nocivi raggiungono il feto, andando a interferire sullo sviluppo delle cellule nervose. Il parto è la successiva via di contaminazione del microbiota: infatti può essere diverso se un neonato viene al mondo con parto vaginale o con parto cesareo. Il lavoro dei ricercatori è di prendere in considerazione un test screening neonatale per verificare il tipo di microbiota così da verificare il potenziale rischio e studio longitudinale nel tempo. Lo studio porta avanti la tesi che l’’autismo non è solo un fattore genetico puro, ma è determinato anche da una serie di fattori concatenati sulle abitudini e stile di vita materno quali: l’alimentazione, i farmaci assunti, lo stress, l’età e il fumo.
Nell’attesa di avere dati certi sulla ricerca, le future mamme dovrebbero fare attenzione, oltre allo stile di vita, al tipo di alimentazione dando la preferenza agli alimenti a pH basico.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile scientifico di Guidagenitori.it

- -


ARTICOLI CORRELATI