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I segni dell’ ADHD nelle bambine

marzo 1, 2016 9:27 am

Se chiedessimo agli insegnati di descrivere un bambino con ADHD dirà: non sta fermo un attimo, disturba la classe, non finisce i compiti ed ha difficoltà a rispettare le regole.

Questo tipo di risposta è corretta, infatti, i bambini con ADHD hanno grandi problemi comportamentali. Il loro problema, purtroppo, è quello dell’iperattività che oltre a compromettere la loro concentrazione, perché di fatto questo accade, i loro comportamento senza tregua li portano ad essere considerati come fortemente disturbanti verso gli altri. Ma, le ragazzine, hanno le stesse problematiche comportamentali dei coetanei maschietti?

Le ragazzine con ADHD
A differenza dei loro coetanei maschi, le ragazzine tendono ad essere delle grandi fantasticatrici, la sintomatologia della sindrome si sviluppa maggiormente verso l’asse della concentrazione rispetto a quella del movimento. Alle ragazzine manca la sintomatologia iperattiva e, quand’anche ci fosse, è di gran lunga di minore intensità. Inoltre, queste ragazzine non vanno così male a scuola anche se il loro rendimento cognitivo ha bisogno di essere sostenuto. Le ragazze stesse si rendono conto di aver bisogno di essere aiutate nel loro lavoro di apprendimento, proprio per questo hanno bisogno di molto più tempo per studiare e quindi portare a termine i compiti assegnati. Le ragazzine temono la scuola e cercano qualsiasi scusa pur di non esporsi al confronto. Gli studi hanno dimostrato che le ragazze con ADHD hanno una maggiore probabilità di avere sintomi ansiosi, depressivi e conseguentemente un’autostima molto bassa e per questa ragione tendono a mettere in atto un’autocritica spietata verso loro stesse. Le conseguenze più comuni sono i comportamenti anomali legati all’autolesionismo, ai disturbi alimentari psicogeni e qualche volta anche a tentativi di suicidio. La complessità di queste conseguenze dovrebbe spingere i genitori a richiedere un consulto per avere in tempi brevi una diagnosi certa.

Ottenere una diagnosi certa
Purtroppo, la ricerca non ha ancora messo a punto test specifici per diagnosticare l’ADHD ed i sintomi devono essere verificati ed analizzati da specialisti del settore. Al minimo dubbio sulla possibilità di individuare nelle nostre figlie i sintomi dell’ADHD, è importante parlarne con il pediatra ed insieme trovare lo specialista, psichiatra o neuropsichiatra infantile, di provata esperienza e quindi in grado di emettere la corretta diagnosi. Dallo specialista bisognerebbe andarci già con un diario quotidiano sui comportamenti osservati nella bambina. E’ anche utile chiedere agli insegnanti e allenatori sportivi, se la bambina pratica attività sportiva, quale sia il suo comportamento in classe e in palestra. Inoltre, bisogna aver ben chiaro che ci sono momenti in cui e possibile vedere la bambina ben attenta ma è di fondamentale importanza capire quale sia il focus verso il quale è attenta. Se il focus in cui mostra attenzione comprende le attività con i video-giochi o chattare con un’amica, non vuol dire che la concentrazione sia per questo efficace. E’ necessario valutare la bambina in situazioni in cui è richiesta una maggiore concentrazione come quando deve studiare un argomento noioso o essere attenta alle spiegazioni dell’insegnante di matematica o storia. La difficoltà del mantenere la concentrazione, nei vari argomenti che fanno parte della quotidianità, è il vero focus della diagnosi, è solo dopo un’attenta valutazione da parte dello specialista e delle informazioni fornite dai genitori che sarà possibile emettere la corretta diagnosi.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in psicologia clinica

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