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Maschile o femminile?

dicembre 23, 2004 12:00 pm

Per il professore Simon Baron-Cohen, docente di Psicologia a Cambridge, è solo questione di cervello. Il professor Simon Baron-Cohen, docente di Psicologia e Psichiatria presso l’Università di Cambridge, ha avanzato una ipotesi di ricerca sulla differenza essenziale nella personalità tra maschi e femmine. Dai suoi lavori è emerso con chiarezza ed in modo scientifico che…

Per il professore Simon Baron-Cohen, docente di Psicologia a Cambridge, è solo questione di cervello.

Il professor Simon Baron-Cohen, docente di Psicologia e Psichiatria presso l’Università di Cambridge, ha avanzato una ipotesi di ricerca sulla differenza essenziale nella personalità tra maschi e femmine. Dai suoi lavori è emerso con chiarezza ed in modo scientifico che la differenza di comportamento e delle conseguenti scelte di vita è in modo prioritario una questione di cervello.
Nella sua analisi il ricercatore dimostra che anche nei bambini appena nati, il cervello femminile è programmato per sviluppare delle potenzialità che portano a privilegiare la comunicazione ed il rapporto di comprensione. Allo stesso modo i maschietti sviluppano delle potenzialità che li porta ad essere più pronti ad elaborare sistemi complessi che vanno dallo sviluppo del funzionamento delle macchine ai programmi cibernetici.
Il dato interessante di questa differenziazione degli interessi anche nei neonati, può essere individuato nello sviluppo degli emisferi cerebrali. Il ricercatore sostiene infatti che la matrice fondamentale della differenza è di tipo biologico mentre il contesto ambientale avrebbe un peso inferiore a quanto finora si era pensato.

Da cosa è determinata la differenza?
La differenza viene fatta risalire dal professor Baron-Cohen e dalla sua equipe alla stimolazione ormonale. L’ormone Testosterone sarebbe quindi il fattore responsabile della differenza della struttura dei due emisferi. Nei maschietti l’emisfero destro è maggiormente sviluppato, contiene infatti un numero maggiore di neuroni ed è più pesante rispetto all’emisfero sinistro. Nelle bambine, l’ormone Testosterone è presente in quantità ridotte e questo fa si che l’emisfero destro non cresce, diventando in questo modo dominante l’emisfero sinistro. Il Testosterone ha il suo picco massimo di produzione già dal 4° mese di gravidanza, un secondo step di iper-produzione di testosterone si ha verso il 5° mese di vita dei neonati per concludersi definitivamente con l’adolescenza. Gli effetti del Testosterone si evidenziano quindi non soltanto nella formazione degli organi maschili ma anche nello sviluppo dell’architettura cerebrale .

Il cervello maschile ed il cervello femminile
Il sostanza il testosterone, ormone abbondantemente prodotto nei maschi, è il responsabile dello sviluppo dell’emisfero destro, l’emisfero è connesso con le abilità visivo-spaziali con una capacità di sistematizzazione. I bambini fin da piccolissimi infatti si interessano di più ai giochi con automobiline, spade, pistole e aeroplani, simulando i relativi rumori. A due anni i bambini scelgono selettivamente giochi che abbiano a che fare con le costruzioni mentre trascurano giochi che implicano l’uso delle bambole. Con la crescita, i gusti dei bambini in fatto di interesse non varia, dedicano sempre più tempo ai giochi di tipo meccanico, amano costruire e poi distruggere.
L’emisfero sinistro che sembrerebbe dominante nelle bambine, è invece connesso con il linguaggio e la comunicazione oltre che allo sviluppo dell’empatia, cioè la facilità del comprendere l’altro. Le bambine sono effettivamente oltre che più precoci dei maschietti nel parlare (nella maggior parte degli individui il centro del linguaggio risiede nell’emisfero di sinistra), sono più sensibili alle espressioni del volto con una capacità superiore di comprendere la comunicazione non verbale, la cosiddetta comunicazione analogica. Allo stesso modo sono più sensibili a cogliere le sfumature nella tonalità della voce.
L’empatia o la capacità di comprendere domina anche nel gioco, ben il 99% delle bambine gioca con le bambole, il gioco della finzione da via libera al sentimento di affetto e di accudimento.
Per meglio comprendere la dominanza emisferica vorrei citare il caso del professor Borcherds che nel 1998 ricevette la Fields Medal, massima onorificenza in matematica, equivalente del premio Nobel. Il professore si muoveva benissimo nel mondo della matematica ma era totalmente impacciato nelle relazioni sociali, considerato in questa ottica, anche nelle scelte lavorative dei due sessi la matrice biologica può avere il suo peso.

Le differenze nella preferenze dei giochi
Se può essere vero che il testosterone, cioè lo stimolo biologico primo, influenza le preferenze attraverso la predominanza dell’emisfero destro, non deve essere dimenticato che la quantità di testosterone prodotta può presentare delle variabilità quantitative. Il risultato può essere una diversa struttura cerebrale, non tutti i maschi infatti hanno lo stesso quantitativo di testosterone prodotto, le potenzialità innate di conseguenza possono presentare una miriade di sfumature: dal desiderio di giocare ad imitare lavori più femminili come l’insegnamento, la comunicazione, a quelli più maschili come le costruzioni e la ricerca di soluzioni che possono far approdare da adulti allo studio e lo sviluppo di sistemi complessi e quindi ingegneri, fisici, matematici. L’atteggiamento dei genitori rispetto ai giochi preferiti dei bambini, dovrebbe dunque essere quello di lasciar liberi i propri figli di fare i giochi che più di tutti li rendano felici.

 

 

 

Ha collaborato:
Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica

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