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Brevi pisolini migliorano la memoria

novembre 6, 2015 2:53 pm

Il sonnellino pomeridiano è benefico per la nostra mente. E’ stato dimostrato da ricercatori svizzeri: dormire un po’ al pomeriggio migliora la memoria e l’apprendimento.

Da piccolissimi è praticamente obbligatorio, nell’adolescenza lo si rifiuta, da adulti lo si riscopre come piccolo, grande piacere del fine settimana. Il pisolino da oggi ha una certezza in più: fa bene a tutte le età e, nei bambini più piccoli, migliora la memoria. E’ stato provato da ricercatori dell’Università di Ginevra in uno studio pubblicato su eLife.

Il pisolino fa memorizzare i particolari
Gli esperti hanno arruolato 31 persone volontarie, dividendole in due gruppi: nel primo gruppo era previsto che si dovesse trascorrere del tempo a dormire, nel secondo invece si doveva restare svegli. Entrambi i gruppi sono stati invitati a osservare con attenzione una serie di immagini, con l’avvertimento che per qualcuno ci sarebbe stato un premio speciale alla fine della prova, se fossero state ricordate alcune immagini. Dopo aver visionato le illustrazioni il gruppo sonno ha dormito per un’oretta, mentre il gruppo veglia si è dedicato a un po’ di relax senza però dormire. Dopo 90 minuti i partecipanti hanno dovuto riferire i particolari delle immagini visionate. Entrambi i gruppi le ricordavano bene e avevano memorizzato in modo particolare le immagini associate al premio, ma i partecipanti al gruppo sonno a differenza del gruppo svegli, tre mesi dopo il test ricordava particolari delle immagini che invece l’altro gruppo aveva dimenticato.

Un risultato confermato dagli esami
Il test ha inteso dimostrare che il sonno aveva svolto un ruolo importante nella memorizzazione di particolari: i dati fissati nei ricordi erano attivi anche dopo diverso tempo. Gli esperti, a riconferma di questo, hanno sottoposto i volontari a un esame strumentale dal quale sono state ottenute alcune scansioni delle aree cerebrali durante il sonno. È stato dimostrato che il riposo attiva la migliore comunicazione tra le aree del cervello che regolano la memoria, cioè ippocampo, corteccia pre-frontale e striato. Gli autori dello studio sono giunti alla conclusione che il sonno aiuta a rafforzare i ricordi e in modo particolare a quelli che sono associati a un premio o a una gratificazione. L’altra notizia positiva è che i ricordi sono più vivi anche dopo un certo periodo: questo è molto importante per sapere come utilizzare il sonno nel modo corretto anche nello studio, in accompagnamento a ricompense positive che, secondo i ricercatori, funzionano come veri e propri tag segnando le informazioni durante il processo di apprendimento.

Sfruttiamo il sonnellino anche per lo studio
Il riposo pomeridiano si arricchisce quindi di un vantaggio in più, oltre a quello di rendere più freschi e riposati nel resto della giornata, di aumentare le difese immunitarie, di combattere lo stress: rende la memoria più attenta e recettiva. In altre parole, se dopo una giornata a scuola un bambino o un ragazzo si concede un sonnellino di mezz’ora, al risveglio la sua mente avrà resettato al meglio le informazioni e le nozioni apprese a scuola durante le ore di studio: sarà quindi sufficiente una lettura attenta, un ripasso dei dati e degli appunti per sapere già con notevole certezza la lezione. Insomma, dalle elementari fino alle superiori, sarebbe opportuno riprendere la buona abitudine del sonnellino pomeridiano, sicuramente più utile che stare un’ora davanti alla televisione o alla consolle. Non serve dormire a lungo, basta schermare la luce, sistemarsi in posizione semisdraiata e assopirsi quel poco che scaccia la stanchezza della scuola. I risultati positivi non tarderanno a farsi vedere.

Melissa Gullotta

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