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Approvato dall’EMA nuovo farmaco per ADHD per ragazzi

agosto 7, 2015 9:31 am

Ogni farmaco per essere messo in commercio deve avere l’approvazione dal Committee for Medicinal Products for Human Use dell’EMA. Intuniv è stato approvato per ADHD.

Fino ad oggi i ragazzini con diagnosi accertata di ADHD non avevano altra scelta terapeutica, oltre alla terapia cognitivo-comportamentale, se non i farmaci psicostimolanti attivi sul sistema nervoso centrale. Purtroppo, questa classe di farmaci non è sempre ben tollerata o addirittura non ha mostrato alcuna efficacia. Da qui è nata la ricerca per verificare ulteriori possibilità farmacologiche per essere di aiuto ai ragazzi con diagnosi accertata di ADHD, ovvero: Disturbo da Deficit Attentivo con Iperattività.

Primo step: una diagnosi certa di ADHD
Sempre più spesso il termine – è un bimbo iperattivo e necessita di terapia – viene usato a sproposito o con troppa leggerezza. In realtà l’unica figura in grado di emettere una diagnosi in tal senso è il neuropsichiatra infantile o lo psichiatra e solo al termine di una attenta valutazione. Il ragazzino a cui viene emessa questa diagnosi è quindi un piccolo da aiutare a ben inserirsi nel suo contesto abituale affinché possa crearsi un suo personale mondo di amicizie. E’ inoltre di fondamentale importanza per il bambino superare il problema più importante: la facilità nel perdere la concentrazione, è questo l’aspetto più critico dell’apprendimento e del conseguente sviluppo cognitivo. E, non da ultimo, il non essere ben inserito nella classe, l’iperattività porta il bambino ad avere atteggiamenti di disturbo, non volontari beninteso, ma dovuti esclusivamente alla difficoltà a gestire il movimento.

Secondo step: come aiutare un bimbo con ADHD
Una volta accertata la problematica il ragazzino deve essere aiutato con tutti i mezzi possibili affinché possa trovare le strategie vincenti e metterle in atto. La terapia cognitivo-comportamentale è l’unica ad offrire dei vantaggi: il lavoro si concentra sui premi e quindi su i riconoscimenti ben evidenziati quando il ragazzino riesce a gestire il controllo sul proprio comportamento. Purtroppo, la sola terapia cognitivo-comportamentale difficilmente riesce ad essere di aiuto in modo totalitario, per quanto il ragazzino si sforzi di applicarsi sul controllo… questo potrebbe fallire. Ecco perché è necessario associare sempre un piccolo sostegno farmacologico per aiutare il bambino a gestire il comportamento e restare quanto più possibile concentrato su qualsiasi cosa stia facendo in quel momento. La scarsa concentrazione dipende dal bisogno impellente di muoversi e pur scaricando le energie, facendo del movimento intenso come quello di fare uno sport energetico durante la giornata, il controllo totale difficilmente riesce.

Una nuova molecola a disposizione per il controllo dell’ADHD
L’Agenzia Europea dei Medicinali – EMA – ha approvato all’immissione in commercio della molecola guanfacina per il trattamento del Disturbo da Deficit dell’Attenzione ed Iperattività per bambini e adolescenti, la fascia di età interessata è tra i 6 ed i 17 anni. Il principio attivo, della guanfacina dà l’avvio ad una risposta da parte dei recettori alfa-adrenergici migliorando i sintomi dell’ADHD avviando una risposta da parte dei neuroni nelle regioni del cervello associate all’attenzione, all’organizzazione, alla pianificazione e al controllo degli impulsi. La raccomandazione è quella di utilizzare il farmaco sempre in associazione con la terapia cognitivo-comportamentale e mai senza un progetto terapeutico che preveda anche misure specifiche sia educative sia scolastiche. E per finire, l’ultima raccomandazione è che il farmaco venga prescritto e supervisionato sempre dallo specialista nei disturbi comportamentali dell’infanzia o dell’adolescenza e quindi un neuropsichiatra infantile o uno psichiatra.
In evidenza – Il CHMP ha basato la sua raccomandazione su 13 studi, di cui 5 studi registrativi, che hanno fornito evidenze sulla sicurezza e l’efficacia nei bambini e negli adolescenti mostrando miglioramenti per una serie di parametri della malattia associati alla riduzione dei sintomi.

Luisa zotti

con la consulenza di

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in psicologia clinica

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