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Clamidia: oltre ad una un’infezione sessuale può provocare infertilità

marzo 6, 2015 9:32 am

Le malattie sessuali sono in aumento tra i giovani. La più diffusa è causata dalla Clamidia, un’infezione spesso priva di sintomi e per questo insidiosa può, infatti, causare sterilità. Il preservativo è d’obbligo.

Da tempo gli esperti richiamano l’attenzione sulla salute dei più giovani, purtroppo, le malattie a trasmissione sessuale si stanno diffondendo sempre di più. Infatti, i giovanissimi iniziano ad avere rapporti sessuali completi in età sempre più precoce, quando ancora non hanno raggiunto una adeguata consapevolezza sull’importanza dell’uso del preservativo. Inoltre, iniziando presto ad avere rapporti sessuali, hanno più possibilità di avere molti partner.

Un disturbo che non dà sintomi
Una delle malattie che stanno tornando a far parlare di sé è la Clamidia, un’infezione dovuta al Chlamydia Trachomatis, un batterio trasmesso con i rapporti completi. La complicanza più seria di questa malattia è la conseguente sterilità, sia maschile sia femminile. Per questo è importante non trascurare sintomi banali: secrezione bianca o giallastra sia dal pene sia dalla vagina, febbre, uretrite e cistite, dolori ai testicoli nell’ uomo. Purtroppo, nella metà dei casi circa l’infezione è asintomatica, quindi è impossibile sospettare di averla contratta. Tuttavia sia il ginecologo sia l’urologo o l’andrologo possono sospettarlo, soprattutto dall’anamnesi, ossia dalla chiacchierata con il paziente che mette in luce lo stile di vita. Per questo è consigliato sottoporsi a una visita specialistica di controllo almeno una volta all’ anno.

Ecco come si scopre
Se il medico sospetta la presenza di Clamidia prescriverà alcuni esami per avere la certezza che si tratti proprio di questo problema. Nella donna, la Clamidia si individua effettuando un tampone a livello cervicale come nel pap-test. Nell’uomo si deve effettuare la spermiocultura l’esame del liquido spermatico, oppure ricorrere a tamponi uretrali o indagini al PCR sull’ urina. È quest’ultimo il metodo più sicuro per l’individuazione del batterio. PCR sta per – polymerase chain reaction – e significa metodo di Amplificazione Genica. Per quanto costoso, è il sistema più sicuro per individuare con certezza la presenza del batterio. La diagnosi è essenziale perché la malattia può causare infiammazioni nelle vie genitali, capaci di causare sterilità sia nell’uomo sia nella donna.

La cura si avvale degli antibiotici
La Clamidia, una volta diagnosticata, viene curata con antibiotici, solitamente zitromicina o doxciclina. La cura va seguita dalla coppia, infatti, se non si debella in tutti e due, l’infezione può nuovamente contagiare quello dei due che è guarito. Sarebbe anche opportuno, se un ragazzo o una ragazza venissero a conoscenza di avere la Clamidia, lo comunicasse con serenità ad altri eventuali partner sessuali. In questo modo l’infezione può essere combattuta e si interrompe quella catena di diffusione tra i giovanissimi. La prevenzione è basilare: si deve indossare sempre il preservativo nei rapporti sessuali, soprattutto con i partner non abituali. Troppo spesso i giovani ignorano metodi anticoncezionali protettivi e continuano ad utilizzare il metodo del coito interrotto lasciando aperta la porta alle malattie a trasmissione sessuale.

Giorgia Andretti

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