prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Sessualità: quando e come riprendere i rapporti sessuali dopo il parto

gennaio 29, 2015 9:30 am

La sessualità di coppia è un forte collante anche tra i neogenitori, ma l’uomo deve rispettare i tempi della compagna. Dopo la nascita di un bambino, la donna deve riprendersi fisicamente e psicologicamente.

Uno degli aspetti più delicati del periodo dopo il parto è la ripresa dell’attività sessuale, la routine – piacevolissima – va però ripresa in modo graduale. Dopo la nascita del figlio, infatti, entrambi i partner si trovano davanti ad un cambiamento epocale: la donna deve recuperare dal punto di vista fisico e psicologico, mentre l’uomo deve fare i conti con il suo nuovo ruolo di papà, che lo rende più tenero e protettivo e forse meno interessato, per il momento, alla sessualità.

Il corpo della donna deve ristabilirsi
Prima della ripresa dei rapporti è necessario attendere circa un mese, per dare la possibilità al corpo femminile di ritornare come prima o quasi. I tessuti della vagina sono indeboliti dal travaglio del parto, l’utero è ancora soggetto al periodo delle lochiazioni, perdite di sangue, simili alle mestruazioni ma più abbondanti, dovute all’eliminazione delle membrane che proteggevano il piccolo nel corso della gestazione. Occorre ancora più attenzione nel caso di un cesareo: anche se le lochiazioni sono sempre presenti, i genitali possono esser localmente meno tumefatti perché non hanno subito il passaggio della testa e del resto del corpo del bambino. Tuttavia con il cesareo si effettua una incisione sull’addome che richiede un po’ di tempo per guarire. È quindi necessario attendere qualche settimana per evitare di esercitare pressioni nella zona che potrebbero ritardare la guarigione. Maggiori precauzioni ancora si devono avere se la donna ha subito per esempio l’applicazione di ventosa, un dispositivo in gomma per favorire la venuta al mondo del bambino quando è necessario accelerare i tempi, per esempio per la sofferenza fetale. L’applicazione della ventosa richiede un’incisione più lunga a livello perineale e questo comporta un tempo più lungo per la cicatrizzazione della zona. In ogni caso, sarà il ginecologo a dare il via libera per sapere quando è possibile riprendere i rapporti. Se la coppia ha, al contrario un’intesa sessuale molto forte, e sente l’esigenza di riprendere l’attività sessuale, questa può essere attuata a patto che non avvenga la penetrazione almeno per un mese dal parto: quindi via libera al petting.

Ci vuole tempo anche per la ripresa psicologica
Se non è ancora pronta sul piano fisico, la donna lo è molto meno su quello psicologico e il compagno lo è ancora meno di lei. La nascita del figlio sconvolge del tutto gli equilibri della coppia, che da partner autonomi, con tutto il tempo a disposizione, si trovano a gravitare attorno alle esigenze di un esserino nuovo, lui o lei assorbe tutti i tempi e impedisce il riposo notturno. È ovvio che questa situazione richieda un po’ di tempo per essere metabolizzata e perché diventi la normalità. Ed è anche normale che sia l’uomo sia la donna siano meno interessati alla sessualità: modifiche ormonali fanno sì che, prima di esser un uomo ed una donna, i due si sentano più difensori e protettori della nuova vita che si è venuta a creare. Solo quando la presenza di un bambino sarà diventata, appunto, la normalità e i ritmi riprenderanno comprendendo anche la presenza del piccolo, i due potranno ricominciare a pensarsi come una coppia. Senza fretta, il desiderio arriverà da solo, complice eventualmente qualche serata a cena fuori o al cinema, se i due si sentiranno pronti ad affidare il bebé a nonni o tata. I primi rapporti dovranno essere particolarmente delicati e l’uomo sarà più attento alla penetrazione, ma potranno rivelarsi ancora più coinvolgenti di prima. Ovviamente, qualsiasi problema sia fisico sia psicologico, potrebbe essere il primo sintomo di una forma depressiva, va segnalata al ginecologo, che suggerirà una adeguata strategia per la ripresa dei rapporti sessuali.

Giorgia Andretti

- -



Advertising